Il racconto di tutte le finali di Coppa Italia della Lazio

Una storia che inizia con la vittoria nella prima finale del 1958 e arriva fino al decimo capitolo, all'Olimpico contro l'Atalanta, con lo stacco imperioso di Milinkovic e lo scatto di Correa sotto la Curva Nord

La Lazio alza al cielo la settima Coppa Italia della sua storia. I gol di Milinkovic e Correa regalano al popolo laziale una vittoria meritata ma sofferta, contro una Atalanta che ha reso onore ai 23mila tifosi arrivati da Bergamo. I biancocelesti si sono aggiudicati la decima finale disputata in 119 anni. Ripercorriamo attraverso video e tabellini tutte le finali di Coppa Italia che ha giocato dal 1900 a oggi.

La vittoria della prima Coppa Italia

E’ una finale speciale la prima conquistata dalla Lazio. Infatti il 24 settembre 1958, allo Stadio Olimpico si torna a giocare la Coppa Italia fermata nel 42/43 a causa della guerra. Le formazioni:


LAZIO: Lovati, Lo Buono, Janich, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini.
FIORENTINA: Sarti, Robotti, Castelletti, Chiappella, Cervato, Segato, Hamrin, Lojacono, Montuori, Gratton, Morosi.

I biancocelesti sono allenati da Fulvio Bernardini, l’artefice del primo scudetto della Fiorentina del 1956. Il gol decisivo arriva alla mezzora di gioco. Un colpo di testa ravvicinato di Prini regala alla Lazio il primo trofeo della sua storia.

La sconfitta del 1961

L’undici giugno del 1961 la Fiorentina si prende la rivincita della finale di 3 anni prima. La Lazio arriva alla finale dopo aver eliminato nell’ordine il Como con un sonoro 4-0, l’Inter per 1-0 fuori casa e il Torino all’Olimpico con un rocambolesco 6-5. Le formazioni:

FIORENTINA: Albertosi, Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Marchesi, Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris. All. Hidegkuti.
LAZIO: Cei, Molino, Eufemi, Carradori, Janich, Carosi, Mariani, Franzini, Rozzoni, Prini, Mattei. All. Flamini.

La partita viene vinta senza troppi problemi dai viola (che all’epoca giocarono con la maglia gialla) con un gol per tempo. Al quarto minuto il gol di Petris, il raddoppio di Milan a 10 dalla fine.

La rimonta del 1998

La Lazio torna alla vittoria a 40 anni di distanza. Il presidente Cragnotti sta portando la Lazio ai vertici del calcio, ma prima di questa finale ancora non ha raccolto nessun risultato. Siamo nel periodo delle finali con andata e ritorno. All’andata a San Siro la Lazio è stata sconfitta per 1 a 0 con gol di Weah. Ecco le formazioni della partita di ritorno:

LAZIO: Marchegiani, Negro, Favalli, Nesta, Grandoni, Fuser, Nedvěd, Jugović, Venturin, Casiraghi, Mancini
MILAN: Rossi, Daino, Maldini, Costacurta, Desailly, Donadoni, Albertini, Savićević, Ba, Ziege, Weah

La partita non inizia nel migliore dei modi, una punizione di Albertini spegne le speranze di un Olimpico strapieno. Poi Gottardi, Jugovic e Nesta ribaltarono il risultato consegnando il trionfo alla squadra biancoceleste. La Lazio torna ad alzare un trofeo dopo il primo scudetto del 1974.

Il trionfo del 2000

L’anno più bello e glorioso per la storia della Lazio. I biancocelesti conquistano Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Una delle squadre più forti di sempre che ha come rivale di questa partita l’Inter di Ronaldo. Ecco le formazioni della partita di andata:

LAZIO: Ballotta, Gottardi, Couto, Mihajlovic, Pancaro, Conceicao, Sensini, Stankovic (55′ Mancini), Simeone (81′ Almeyda), Nedved, S.Inzaghi (76’ Salas). Allenatore: Eriksson.
INTER: Peruzzi, Panucci, Blanc, Cordoba, Moriero (46′ Di Biagio), J.Zanetti, Seedorf, Cauet, M.Serena, Mutu (58′ Ronaldo), Baggio (58’ Zamorano) Allenatore: Lippi.

Dopo 7 minuti Seedorf segna il gol che porta in vantaggio l’Inter. Il Pareggio di Pavel Nedved con una bordata dal limite dell’area porta le squadre al pareggio nell’intervallo. Il gol decisivo arriva da Simeone di testa, un gol decisivo simile a quello che deciderà buona parte della lotta scudetto a Torino.

La finale di Stefano Fiore

L’ultima finale andata e ritorno vinta dalla Lazio. La Juventus è nettamente più forte e si presenta all’Olimpico coi favori del pronostico. All’andata però la prestazione della Lazio e in particolare di Stefano Fiore ribalta le impressioni della vigilia. Due gol di pregevolissima fattura fanno sì che la Lazio si presenti alla partita di ritorno con un vantaggio importante

LAZIO: Sereni, Oddo, Stam, Couto, Favalli, Fiore, Liverani, Giannichedda, Cesar, Corradi, Muzzi (1′ st Inzaghi). Allenatore: Mancini.
JUVENTUS: Chimenti, Thuram, Tudor, Legrottaglie, Pessotto, Camoranesi (37′ st Bartolucci), Conte (28′ st Maresca), Tacchinardi, Appiah, Nedved, Di Vaio (32′ st Palladino). Allenatore: Lippi.

Anche il ritorno non sarà facile per la Lazio, la partita al Delle Alpi si chiude sul 2 a 2. La Juventus va in vantaggio con Trezeguet nel primo tempo e trova il raddoppio nella ripresa con Del Piero dopo soli 30 secondi, gol propiziato da un netto fallo di mano di David Trezeguet. La Lazio è alle corde, ma al minuto 69 Mihailovic pennella un corner dei suoi e Corradi con uno stacco imperioso segna. Al minuto 83 è ancora Fiore a chiudere i conti.

Lazio Sampdoria 2009, “Anvedi come para Nando”

Delio Rossi, dopo aver centrato una qualificazione storica in Champions due anni prima, riesce a portare a casa un trofeo in una finale tesa ed equilibrata che si chiuderà ai calci di rigore.

LAZIO (4-4-1-1): Muslera, Lichtsteiner, Rozenhal, Siviglia, Kolarov; Brocchi (12’ 1ts De Silvestri), Dabo, Ledesma, Foggia (34’ st Del Nero), Zarate, Pandev (27’ Rocchi). Allenatore: Delio Rossi.
SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi, Campagnaro, Lucchini (4’ 1ts Gastaldello), Accardi; Stankevicius, Sammarco (45’ st Dessena), Palombo, Franceschini (41’ st Delvecchio), Pieri, Pazzini, Cassano. Allenatore Walter Mazzarri

La partita finisce 1 a 1. Al quarto minuto il vantaggio di Mauro Zarate, al 30′ pareggi Pazzini. La lotteria dei rigori inizia con l’errore di Antonio Cassano e si chiude con il gol di Ousmane Dabo.

26 Maggio 2013, il derby della Capitale in finale.

Per molti la partita più importante della storia della Lazio. Sicuramente di quelle che capitano una volta nella vita. Dopo la vittoria delle due formazioni romane in semifinale la città si trasforma. Inizia un lungo periodo di vigilia che si conclude nella data diventata ormai storica almeno per i tifosi della Lazio. Ecco come erano schierate le squadre quel giorno:

Roma (4-2-3-1): Lobont; Marquinhos, Burdisso, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Marquinho; Destro.
Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Cana, Radu; Ledesma; Candreva, Onazi, Hernanes, Lulic; Klose.

L’azione decisiva parte da Mauri che da in profondità un pallone a Candreva che crossa, Lobont smanaccia e Lulic appoggia in rete da due passi. Da quel giorno il suo nome verrà accostato sempre al numero 71.

Finale 2015. Il palo-palo di Djordjevic

La Lazio di Pioli oltre a giocare un campionato straordinario che la porta a conquistare i preliminari di Champions conquista anche la finale di Coppa Italia. Parte da sfavorita però, visto che l’avversaria è la prima Juventus di Allegri.

JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Evra; Tevez, Llorente.
LAZIO (3-4-3): Berisha; de Vrij, Gentiletti, Radu; Basta,Parolo, Cataldi, Lulic; Candreva, Klose, Felipe Anderson

Dopo 4 minuti Radu segna con un gran colpo di testa, pareggia Chiellini. La Lazio gioca una grande partita e riesce ad arrivare al 90esimo sul pareggio. Le speranze dei biancocelesti si spengono al primo tempo supplementare, quando Djordjevic con un gran tiro colpisce i due pali della porta difesa da Buffon. La chiude Matri che regala la prima Coppa Italia bianconera ad Allegri

Finale 2017. La Juve è troppo forte

La finale dall’esito più scontato tra quelle disputate dalla compagine biancoceleste. La Juventus ancora una volta Campione d’Italia arriva all’Olimpico convinta di poter vincere senza difficoltà.

JUVENTUS (4-2-3-1): Neto; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Marchisio, Rincon; Dani Alves, Dybala, Mandzukic; Higuain. All. Massimiliano Allegri
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, De Vrji, Wallace; Basta, Parolo, Biglia, Milinkovic-Savic, Lulic; Keita, Immobile. All. Simone Inzaghi

La partita finisce due a zero. Risultato giusto e mai in discussione. Segna Dani Alves con un piattone a 10 metri da Strakosha e raddoppia Bonucci che a due passi dalla porta spinge in gol una palla spizzata di testa da calcio d’angolo. Al minuto 25′ la partita è già indirizzata, e il risultato non cambierà più

Marco Napoleoni