Maurizio Gasparri diviso tra l’8.8% di Forza Italia alle europee e l’addio a Daniele De Rossi alla Roma: “Le elezioni vanno e vengono, passano, si perde si vince, ma l’ultima partita di De Rossi…” L’intervista di Stefano Molinari e Luigia Luciani.

L’ultima partita di Daniele De Rossi

Un momento duro per il cuore giallorosso di Maurizio Gasparri, tanto duro da mettere da parte anche il risultato elettorale di queste europee: “Per la Roma è un momento di difficoltà enorme. Tremendo. Abbiamo Pallotta ancora! Ieri sono andato allo stadio con un cartello piccolino con scritto ‘Basta Boston’, perché non se ne può più. Credo che l’evento principale in Italia in questo momento siano le sorti della Roma. Le elezioni vanno e vengono, passano, si perde si vince, ma di ultima partita di De Rossi… Recupereremo la percentuale, speriamo recuperi anche la Roma”.

“Tifare per una squadra che vince sempre è più facile, quasi conveniente. Tifare in quel modo la Roma, come si è visto ieri sera, in cambio di niente, per un’appartenenza, dimostra che quello è il vero tifo. Perché è una scelta che prescinde dal successo, è una scelta che si fa non per i risultati ma per il sentimento che ti lega. Una presidenza italiana? Quello se uno ci mette i soldi! Ma difatti è da auspicare una proprietà italiana. L’unica squadra che ha dei capitani romani e romanisti, siamo passati da Totti a De Rossi, ora a Florenzi. Questo non succede all’Inter, alla Juventus o al Milan, quindi c’è un legame particolare. Ci vorrebbe un imprenditore romano che ci mette i soldi!”.

Le elezioni

Sui risultati di Forza Italia commenta: “Serve un rilancio, serve una riorganizzazione. Quando le cose non vanno bene bisogna prenderne atto, però Berlusconi è andato in televisione, ha fatto la campagna elettorale nelle condizioni in cui poteva e nessuno se lo aspettava dopo quello che gli era successo”.

Il punto più importante di queste elezioni rimane però, secondo Gasparri, la volatilità del consenso degli elettori: “Oggi si è accorciata la tempistica della durata della delega – spiega – chi prende il 34% deve rispondere a delle aspettative. Di meglio sarà difficile che possa fare, è più facile andare indietro. Salvini ha promesso molto in queste settimane e ora si deve porre il problema di come soddisfare. Chi è in debito di consenso si deve riorganizzare e deve recuperare, ma paradossalmente ha più preoccupazione chi sta in alto perché deve realizzare le cose che lo hanno portato in alto. E non sarà facile”.