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Il blog di...
Xavier Jacobelli
Dir. Quotidiano.netRanieri ha paura di perdere, per l’Inter il crollo è senza fine. Reja, quando la dignità non ha prezzo
No, questo non è l'anno dell'Inter. Prendere gol al 93' da Andrè Ayew Hussein, figlio di Abedi Pelè, dopo avere quantomeno limitato i danni con un pareggio amorfo, significa incassare la quarta scomnfitta consecutiva, ma, soprattutto, dimostrare che quando si ha paura non si va da nessuna parte.
Già le scelte iniziali di Ranieri avevano suscitato forti perplessità. Milito e Pazzini fuori, dentro Sneijder, sempre più l'ombra del grande calciatore che è stato sino a due anni fa, assieme a Forlan e a Zarate, semplicemente disastrosi.
Va bene la prudenza, va bene la cautela, ma c'è modo e modo di perdere contro la quarta in classifica del campionato francese, staccata di 12 punti dal Psg di Ancelotti che comanda la Ligue 1. E, a parte le sinistre annotazioni statistiche (quarto ko di fila, nona partita consecutiva con gol al passivo, 17 reti incassate in un mese), è il non gioco che preoccupa. Quest'Inter sembra paralizzata dalla paura di perdere e per questo continua a perdere. Ranieri dà l'impressione di essersi infilato in un vicolo cieco: continua a cambiare modulo e non ci azzecca più.
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Immenso Napoli, questo è grande calcio. Chelsea ko dopo l’Arsenal: Italia-Inghilterra 7-1
A mano a mano che passano le ore, vedendo e rivedendo le immagini del trionfo al San Paolo si rafforza la convinzione che quello partenopeo sia stato un autentico capolavoro. Nemmeno l'errore di Cannavaro l'ha scalfito. La Partita Perfetta catapulta il Napoli a novanta minuti dai quarti di finale: il gol di Mata tiene viva la speranza del Chelsea e staremo a vedere se puntellerà abbastanza la panchina di Villas-Boas, stanotte spernacchiato on line dagli inferociti tabloid inglesi. Ma ci sono almeno cinque considerazioni da fare in calce ad un'impresa che onora il calcio italiano.
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Se Lotito e Tare non avessero sbagliato il mercato, la Lazio non sarebbe crollata
Il secondo tracollo consecutivo della Lazio in 72 ore ha un responsabile primo: Claudio Lotito. Il secondo è Igli Tare: l'uno e l'altro hanno sbagliato il mercato di gennaio e le conseguenze si vedono. Nella stessa misura in cui, in passato, al presidente e al suo più stretto collaboratore sono stati riconosciuti i meriti per avere riportato il club biancoceleste all'onor del mondo, ora devono essere criticati perchè il 5-1 di Palermo, preceduto dal suicidio casalingo con l'Atletico Madrid, è figlio dell'incredibile immobilismo sul mercato invernale. Il 2011 è stato un anno straordinario per la Lazio di Reja, il 2012 poteva esserlo ancora di più. Ma, è evidente che i conti non tornino se, per settimane, si insegue Honda (avessi detto Messi) e Honda non arriva, se al suo posto si prendono un attaccante uruguaiano di belle speranze e un centrocampista prelevato dal Cesena in lotta per la salvezza.
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Se anche Muntari segna per il Milan, questo non è l'anno dell'Inter
Non sappiamo se molti tifosi dell’Inter desiderassero essere essere al posto di Nocerino quando, per festeggiare Muntari al primo gol in rossonero a Cesena, l’italiano ha tirato due calci al ghanese e poi ha amabilmente cercato di strozzarlo. Sappiamo che, se Muntari lascia l’Inter dopo due anni senza traccia, passa al Milan e alla prima gara ufficiale con la nuova maglia va pure a segno, questo non è proprio l’anno dell’Inter. Anche se tutti noi facciamo il tifo per Filippo, il bimbo di 9 anni che giovedì sera, a San Siro, ha inalberato il cartello dell’anno: “Potete vincere? Altrimenti a scuola mi prendono in giro”.
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Pirlo, l'uomo che puo' dare lo scudetto alla Juve
Catania al termine di una partita bella e combattuta. Onore ai siciliani che si sono presentati a Torino senza accusare nessun timore reverenziale, anche quando sono stati ridotti in dieci negli ultimi venti minuti a causa dell'espulsione di Motta. Montella sta facendo uno splendido lavoro alla guida di una squadra che Lomonaco ancora una volta ha costruito con l'abilita' unanimemente riconosciutagli. Aspettando l'esito di Cesena-Milan, Conte e' tornato in testa alla classifica con pieno merito: la Juve e' prima, sola e imbattuta dopo 23 partite, deve recuperare la gara con il Bologna, si prepara allo scontro al vertice del 25 febbraio sapendo di essere pronta a sfidare i rossoneri.
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Catastrofe Inter: Moratti, Branca e Ranieri colpevoli, ma questi giocatori sono allo sbando
Il segnale della resa l'ha dato Moratti: se n'è andato addirittura nell'intervallo, evento senza precedenti nei 17 anni della sua presidenza che si compiranno il 25 febbraio. Il presidente si è risparmiato almeno il gol di Acquafresca, con Lucio e Nagatomo che si tamponano spianandogli la strada, i tifosi interisti imbelviti che invitano i giocatori ad andare a lavorare, invocando il ritorno di Josè Mourinho. Ecco, i giocatori. Dietro la catastrofe Inter ci sono sicuramente le colpe della società, i mercati sbagliati, i 4 allenatori che si sono succeduti dopo Mourinho, la cacciata di Oriali e il fallimento di Branca, Ranieri finito in un vicolo cieco, eccetera eccetera.Ma stasera, sono gli Ex Eroi che hanno tradito e l'hanno fatto in modo inverecondo, arrendendosi senza combattere di fronte a un Bologna formidabile, al sesto risultato utile consecutivo.
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Uragano Milan, Arsenal disintegrato. Arbitri mediocri, Juve tartassata
Come un uragano, il Milan formato Champions spazza via l'Arsenal, grande perdente di successo che allena i Gunners dal 1996, ma con loro non vince nulla dal 2005. Da 222 partite in Europa, l'Arsenal non perdeva con 4 gol di scarto. In una notte degna del club che ha vinto 7 coppe dei Campioni, Boateng e due volte Robinho firmano la miglior prova stagionale dei rossoneri. Allegri azzecca ogni mossa, Wenger le sbaglia tutte. I Gunners vengono schiantati dal pressing forsennato dei campioni d'Italia che con loro, avevano un conto in sospeso dal 2008, quando gli inglesi li eliminarono e Oltremanica celebrarono l'impresa con la solita spocchia, manco avessero vinto il trofeo. Transeat. Il ritorno di Boateng, la leadership di Ibra, la doppietta dell'ex mangiagol Robinho, il muro difensivo Thiago-Mexes, la grandezza di Abbiati la cui risposta sul tiro al volo di Van Persie è stata degna di un campione: tutto ha funzionato alla perfezione, tanto che nemmeno l'infortunio inixiale di Seedorf ha scompaginato i piani di Allegri.
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Monti, no a Roma 2020: la disfatta di Petrucci, Pescante, Carraro, Alemanno.
Non sappiamo se Mario Monti salverà l'Europa, come si è domandato Time. Sappiamo che, con la decisione di bocciare la candidatura di Roma 2020, il Presidente del Consiglio ha dato una lezione di serietà e di responsabilità alla nomenklatura giurassica dello sport italiano.Quelli che da decenni sono incollati alle poltrone che o non mollano mai o le collezionano in serie e sono sempre lì. Quelli che non hanno mai, dicasi mai risolto il problema degli stadi e dell'impiantistica sportiva.
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Otto anni fa, Pantani: dovunque tu sia, Marco, il nostro cuore è con te
14 febbraio 2004- 14 febbraio 2012: otto anni fa moriva Marco Pantani, Leggenda del ciclismo, Re della Montagna, mai trovato positivo ad un controllo antidoping, massacrato dal circo mediatico, dall'invidia e dalla frustrazione di uomini piccoli piccoli.
Dovunque tu sia, Marco, il nostro cuore è con te.
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Sannino, quelle lacrime e quella maglia di Totti che onorano il tecnico e il suo Siena
I fotogrammi appaiono e scompaiono nella memoria di Giuseppe Sannino, in una notte che ha già consegnato alla sua storia di allenatore di serie A e di uomo capace di sentimenti veri. E forse è anche per questo che il signore nato ad Ottaviano (Napoli), il 30 aprile 1957, piace a chi ama il calcio.
La partita con la Roma si è appena conclusa. Il Siena ha colto una vittoria di grande prestigio e di altrettanta importanza per la sua classifica, dopo avere pareggiato in casa della Juve e avere battuto il Napoli nella prima, storica semifinale di Coppa Italia del club toscano.
Giuseppe Sannino lascia il proscenio ai suoi giocatori. Se ne sta seduto in panchina, solo con i suoi pensieri. La telecamera fruga il suo sguardo, cerca i suoi occhi lucidi, fissa l'emozione di un uomo che forse, in un attimo, ripensa a tutto quanto è stato e a tutto quanto adesso ha, perchè se l'è meritato.
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Il Novara è l’incubo dell’Inter: Moratti, visto? Non era tutta colpa di Gasperini
Se il Novara giocasse sempre contro l’Inter, sarebbe da scudetto. All’andata, Tesser aveva fatto saltare la panchina di Gasperini. Al ritorno, Mondonico ha chiuso il cerchio con Ranieri, cancellando ufficialmente ogni velleità di rimonta scudetto della squadra di Moratti. Difesa colabrodo (14 gol incassati in 7 gare), centrocampo bollito, attacco arruffone, condizione psicologica disastrosa. Come se non bastasse, da quattro giorni l’ombra lunga di Capello è tornata ad allungarsi sulla panchina che Moratti avrebbe voluto affidare al goriziano prima nel 2006 e poi nel 2010. Le smentite ufficiali sul sito della società sono come Forlan e Sneijder di questi tempi: non servono a nulla. L’uruguaiano è come se non fosse mai arrivato. L’olandese è una palla al piede: con lui in campo, l’Inter ha totalizzato 9 punti in 10 partite; senza di lui, 27 punti in 13 gare. Dov’è l’errore?
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Dai e dai, Allegri ha scoperto che El Shaarawy è uno da Milan
La vittoria del Milan a Udine è tre volte importante. Spezza la serie negativa dei campioni d'Italia che, fra campionato e Coppa Italia, avevano perso tre dele precedenrti 5 partite. Infrange l'imbattibilità casalinga dei friulani che, purtroppo, hanno anche perso Isla, a causa di un brutto infortunio. Dimostra come El Shaarawy sia già molto più di un talentuoso diciannovenne: è un giocatore da Milan, è già la bestia nera dell'Udinese, alla quale ha segnato sia all'andata sia al ritorno. Dai e dai, se n'è accorto anche Allegri. Meglio tardi che mai. Sino a quando Di Natale è rimasto in campo, l'Udinese ha meritato nettamente di vincere. Il primo tempo dei friulani è stato spettacolare e soltanto un grande Amelia ha impedito la resa dei Campioni d'Italia. Sarà stato un caso, ma quando è uscito il capocannoniere del campionato, giunto a quota 17, per i bianconeri s'è spenta la luce.
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Lazio, lo spirito di una Grande Squadra
Semplicemente straordinaria. L’impresa della Lazio contro il Cesena si consegna già alla storia del club biancoceleste. Sotto di due gol, all’Olimpico, in dieci contro undici a causa dell’espulsione di Konko, la formazione di Reja è stata protagonista di una rimonta altrimenti impossibile se questa Lazio non avesse in corpo lo spirito della Grande Squadra. L’allenatore ha giocato un ruolo fondamentale, cambiando i connotati della difesa e del centrocampo quando è scattata l’inferiorità numerica e azzeccando tutte le mosse (Kozak docet). Ancora una volta, Edoardo Reja si conferma come uno dei tecnici più bravi e più preparati del nostro calcio. Questa vittoria che ha issato i biancocelesti al terzo posto, è prima di tutto sua. E suo è il merito di avere trasmesso ad un gruppo più che mai unito la consapevolezza della propria forza. Né gli infortuni né la mancata campagna di rafforzamento sul mercato invernale né le frizioni con Lotito e Tare hanno impedito a Reja di costruire una Lazio irriducibile. Comunque vada questa stagione, sarà un successo.
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Juve inarrestabile, Milan e Ibra in crisi. Conte: Coppa e Scudetto, la doppietta è possibile
Martin Caceres è appena tornato alla Juve, segna due gol e affonda il Milan a San Siro nella semifinale d'andata della Coppa Italia. In attesa che, fra un mese e mezzo (!), il demenziale calendario della competizione mandi in scena la gara di ritorno, la venticinquesima partita utile consecutiva dei bianconeri apre la crisi del Milan e, in chiave scudetto, lancia messaggi chiari e forti alla concorrenza . Questi. 1) Stasera, Conte ha dato una nuova prova di forza della sua squadra. Ha inserito Caceres, Padoin e Borriello per cercare la conferma che le mosse sul mercato di gennaio fossero giuste e l'ha avuta. In particolare, iol ventiquatttrenne uruguaiano ha dimostrato quali e quanti progressi abbia compiuto rispetto alla sua prima esperienza torinese. Tatticamente duttile, è migliorato sotto l'aspetto tecnico (splendido il destro del raddoppio) e, soprattutto, sembra che nella squadra di Conte giochi dall'inizio della stagione, tanto disinvolto è stato il suo inserimento.
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Perchè Capello ha lasciato l’Inghilterra, perchè ora può andare all’Inter (o all’Anzhi)
In Italia, la Federazione è talmente preda dell'ignavia quando si tratta di combattere il razzismo che, anzichè ordinare ai suoi arbitri di sospendere le partite al primo ululato, fa finta di nulla e il suo giudice sportivo commina multe che sono irrisorie, inutili, ipocrite. In Inghilterra , la Federazione è talmente determinata quando si tratta di combattere il razzismo che degrada il capitano della Nazionale John Terry, capitano pure del Chelsea, cinque mesi prima che finisca sotto processo, per rispondere delle accuse di insulti discriminatori mossegli da un altro giocatore, Anton Ferdinand, difensore dei Queen's Park Rangers. Non solo. La Federazione medesima monta su tutte le furie quando il ct in carica contesta il siluramento del capitano e, in 48 ore, lo mette in condizione di andarsene.
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Pensando a Marco Pantani e a Contador squalificato dopo 565 giorni
Fra sette giorni saranno otto anni. Otto anni che Marco Pantani se n'è andato, in fondo al tunnel di una vita distrutta da un ignobile linciaggio mediatico, dal circo del ciclismo che prima l'ha sfruttato in ogni modo e poi l'ha scaricato come un pacco postale. Marco Pantani innocente. Marco Pantani che non è mai, dicasi mai, stato trovato positivo ad un controllo antidoping e, invece, il 5 giugno 1999, a Madonna di Campiglio, venne fatto fuori dal Giro, di cui era il dominatore, grazie alla squalifica di 15 giorni inflittagli per il valore dell'ematocrito, appena superiore al margine di tolleranza consentito dalle norme. Un valore talmente ballerino da suscitare sospetti, dubbi, perplessità mai fugati. "Ma i regolamenti sono i regolamenti", dissero allora i custodi dell'ipocrisia. Già, i regolamenti. Cambiano, si modellano, si adeguano ai tempi e alle necessità del ciclobusiness. Tanto, Pantani è morto nel 2004 e chissenefrega di tutto quello che gli hanno fatto passare, che hanno fatto passare a una delle leggende del ciclismo mondiale. Chissenefrega della depressione, della sofferenza, delle porcherie immani dette e propalate sul suo conto, della pena infinita dei suoi genitori, Paolo e Tonina, di sua sorella Manola, dei suoi cari, dei suoi amici, dei suoi tifosi, del loro dolore, del dolore di Cesenatico.
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Lettera da Napoli: 100 euro per un distinto di Napoli-Chelsea sono uno scandalo. Disertiamo
Caro Direttore Jacobelli, la nostra protesta nasce come monito per tutti i napoletani a riflettere. Nata su Facebook non è divulgata semplicemente in funzione dei famosi "100 euro" del settore distinti, ma tocca un aspetto più profondo. Non è contro l'operato della società calcio Napoli che fin qui sicuramente ci ha portato a grandi risultati. Dopo aver preso visione dei costi dei tagliandi valevoli per la partita di Champions League Napoli-Chelsea, siamo rimasti indignati contro una speculazione assurda e ingiustificata nei confronti non solo del tifoso, ma del napoletano in quanto cittadino. A nostro avviso ogni persona deve avere la possibilità di poter accedere al S.Paolo in occasione di qualsiasi partita e purtroppo le curve non bastano per tutti coloro che vogliono supportare i propri beniamini, pur non disponendo di salari molto consistenti. Un settore come quello dei distinti, non certo d'élite, dove spesso e volentieri si è costretti a vedere la partita in piedi, dove padri di famiglia vorrebbero portare i loro figli a godersi un po' di calcio, non può avere un prezzo d'ingresso così alto.
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Giocano tutti per la Juve. Grande Roma, Inter senza difesa e nel Milan scoppia il caso Ibra
Non c'e' neve che tenga: nel campionato devastato dal meteo, ma, soprattutto, dall'incredibile disorganizzazione della Lega, giocano tutti per la Juve. Che frena in casa con il bel Siena di Sannino, ma si volta indietro e scopre che il Milan non riesce piu' a vincere. Che la Lazio paga pegno ad un organico insufficiente non appena l'assilla l'emergenza infortuni e cade a Marassi contro uno splendido Genoa. Che l'Inter aveva speso cosi' tante energie per infilare 8 vittorie consecutive (7 in campionato e 1 in Coppa Italia), da schiantarsi sin Coppa Italia per mano del Napoli e arrancare nel massimo torneo con il 4-4 interno di mercoled' scorso prima di rimediare una batosta davanti alla Roma trasformata rispetto alla squadra balbettante travolta a Cagliari. Il pareggio interno della capolista conferma che non c'e' mai nulla di scontato nella serie A italiana, il cui coefficiente di difficolta' e' piu' alto di altre competizioni meno equilibrate. Ma, per vincere lo scudetto, ala Juve sta bene anche il punto scaturito dal confronto con il Siena. Sono le altre ad essere in ambasce.
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Onore a Mondonico, allenatore coraggio e ai tifosi del Novara che ringraziano Tesser
Il Novara ha perso lo spareggio salvezza contro il Chievo, ma la società piemontese, i suoi tifosi, Mondonico e Tesser hanno scritto una bella storia, degna di uomini veri. Ieri sera allo stadio Piola, Emiliano è tornato ad allenare. In serie A, il campionato che si merita uno bravo come lui. Un anno fa era sotto i ferri in sala operatoria, all'ospedale Bolognini di Seriate (Bergamo): quando è entrato, non sapeva se sarebbe uscito. I chirurghi gli hanno asportato un tumore "grosso come un melone", per dirla con il signore di Rivolta d'Adda e, sei mesi più tardi, l'hanno dovuto riaprire di nuovo per verificare che tutto fosse andato a posto. Grazie a Dio, tutto è andato a posto. In quei sei mesi, intanto, il Novara allenato da Attilio Tesser scriveva una favola, riconquistando la serie A dopo 55 anni di assenza, con un doppio salto mortale in avanti che in due stagioni ha portato i piemontesi dalla Lega Pro al massimo campionato. Un'impresa entusiasmante, una festa meravigliosa per una città e una tifoseria civilissime. Quando Tesser ha saputo della malattia di Mondonico gli ha telefonato, gli è stato vicino con discrezione, ha seguito la sua convalescenza, lo ha sostenuto.
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E’ un peccato che Abete e Beretta non siano rimasti intrappolati nello stadio di Bergamo
E' ufficiale: quelli della Figc e della Lega o ci sono o ci fanno. O tutte e due le cose. Dopo la caporetto della ventunesima giornata, sommersa dalla neve che ha cancellato quattro partite (e stasera vediamo come va a finire Novara-Chievo), ci è toccato leggere e ascoltare di tutto e di peggio. Il manipolo di marziani cui è affidata la gestione del calcio (una delle prime dieci aziende del nostro Paese, ci ripetono sempre) è sbarcato sulla Terra e ha fatto scoperte sensazionali: 1) a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio in Italia può nevicare. Anche abbondantemente. 2) Se nevica, sarebbe meglio non programmare un turno infrasettimanale di campionato in notturna. Magari facciamo alle 15, sarà per la prossima volta. 3) Se nevica, sarebbe meglio non programmare un anticipo e un posticipo alle 18, ora del rientro a casa di chi lavora. Già, ma chissenefrega di chi lavora? 4) Gli stadi italiani fanno schifo, tranne quello della Juventus, dove tutto funziona alla perfezione e si può giocare anche dentro una tormenta di neve (Juve-Udinese docet), garantendo agli spettatori la massima sicurezza.
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