Pronti per le solite panzane che racconteranno sulla prossima manovra?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento programmatico di bilancio 2027 delineando una nuova manovra economica e le risorse principali sarebbero da destinarsi a famiglie, spesa sociale, difesa, sostegno alle imprese, infrastrutture e sanità. Le solite cose. Per finanziare gli interventi il governo prevede coperture con un contributo di circa 5 miliardi a carico del settore finanziario. L’esecutivo inoltre prevede di ricorrere alla flessibilità europea tramite la clausola di salvaguardia nazionale per coprire le spese di difesa ed energia. Cioè, su quelle spese l’Unione Europea chiude l’occhio.

Questa scelta comporterà una risalita temporanea del rapporto deficit-PIL al 3,4% nel 2027, allontanando l’uscita dalla procedura di infrazione.

Bene, io sono veramente stanco di leggere queste notizie dai giornali. Ci metto anche qualche giorno per di raccontarvele proprio perché ne ho fastidio, un fastidio fisico che deriva dal fatto che insomma sono le stesse cose da un quarto di secolo e pochissimi hanno il coraggio di dire siamo stanchi di questa cosa.
Perché? Perché stiamo sacrificando le imprese, stiamo sacrificando le famiglie, stiamo facendo tutto quello che la nostra matrigna Unione Europea ci impone di fare.

Per fortuna io mi occupo di imprese e racconto La solitudine dell’imprenditore, proprio perché quando gli imprenditori vengono da me si sentono soli, si sentono abbandonati da questa classe politica. E sapere che il debito pubblico si attesterà al 138,5% del PIL nel 2027 cambia qualche cosa per gli imprenditori che vedo io, che sono il 99% del tessuto imprenditoriale italiano? No.
Sapere che le previsioni macroeconomiche indicano una crescita del PIL contenuta allo 0,8% per il 2027, sostenuta in parte dagli effetti della manovra, vi interessa? No.

A me interessano invece gli imprenditori, gli imprenditori che si rimboccano le maniche, quelli che riescono a produrre utili, fatturati, margini, crescono, investono, assumono persone facendo pianificazione strategica. Perché? Perché questo è il mio mestiere e naturalmente ho un’opinione di parte, ma solo i cretini non sanno da che parte stare. Io lo so benissimo, è un momento storico in cui gli imprenditori devono pensare a sé prima di tutto e poi alla propria famiglia, ovviamente, ai lavoratori che sono intorno a sé, a quel mondo piccolo chiamato stakeholder intorno a loro, che però è molto piccolo ed è un mondo che sostanzialmente può ottenere dei grandi risultati con la capacità di capire che non è discutendo con le autorità dell’Unione Europea che si portano avanti le aziende.
Vedrete, questo momento passerà.

Valerio Malvezzi, 27 ottobre 2026