“Israele si sta sostituendo alla NATO” | Alberto Negri smonta l’immagine di Tel Aviv

“L’immagine è importante, ma l’immagine non è la sostanza”, taglia corto Alberto Negri parlando della crisi d’immagine internazionale di Israele. Un’affermazione che arriva mentre a Venezia il documentario Naza incassa 25 minuti di applausi e mentre il 30 settembre debutta nelle sale italiane The Bibi Files — ripreso anche da Tucker Carlson — in cui emergerebbero le ammissioni di Netanyahu sui 35 milioni di dollari al mese fatti transitare dal Qatar verso Gaza. Ma per Negri, in diretta ai nostri microfoni con Giorgio Bianchi, fermarsi all’immagine significa non vedere il quadro reale.

La presenza sommersa di Israele in Italia e in Europa

Mentre i media si concentrano su casi come quello del cantante Sharon — allontanato dal palco per decisione del promoter, non per scelta propria, a dimostrazione di una totale mancanza di autonomia — Negri sposta l’attenzione su ciò che definisce la vera “sostanza”: la dipendenza italiana da Israele nella cybersecurity, l’importazione di armi “come non mai” e la presenza sul territorio europeo di colossi della difesa israeliani come Rafael, con sede in Olanda al pari delle grandi multinazionali continentali.

“Molto spesso i contratti non vengono resi noti proprio per motivi di segretezza”, denuncia Negri, citando anche il caso di una società israeliana interessata a piazzare decine di migliaia di pannelli fotovoltaici in Maremma — riconducibile, a suo dire, a un gruppo attivo a Gaza e negli insediamenti in Cisgiordania. Sulle sanzioni UE ai coloni annunciate da undici paesi europei, il giudizio è netto: “Non ci credo neanche se lo vedo”.

“Un governo asservito”: l’affondo su Meloni e Vannacci

Il confronto si sposta sulla politica italiana, con Negri che sostiene come il rapporto con Israele attraversi trasversalmente maggioranza, opposizione e forze “antisistema” — compreso il generale Roberto Vannacci, liquidato da Bianchi con un secco “quello è un buffone”. Negri, richiamando la propria esperienza in missioni internazionali, ne contesta la credibilità.

Ancora più duro il giudizio sul governo Meloni, accusato di “timidezza” dopo l’attacco ai contingenti UNIFIL in Libano, il sequestro di due militari italiani e gli episodi contro pescatori italiani in acque internazionali. “Israele fa quello che vuole, ragazzi”, sintetizza Negri.

Il nuovo asse Grecia-Israele e l’ombra sulla NATO

A chiudere il quadro, l’accordo siglato dieci giorni fa tra Grecia e Israele per il trasferimento di sistemi avanzati — parte dell’Iron Dome — per un valore di 3 miliardi. Un’intesa che, secondo Negri, porrebbe di fatto Atene sotto la protezione israeliana più che sotto quella della NATO o dell’Europa, in funzione anti-turca ma anche come tassello di una strategia più ampia sul Mediterraneo orientale e sui corridoi energetici verso l’India.

Chiudendo, una stoccata a Tucker Carlson, oggi improvvisamente critico verso Israele dopo anni di silenzio: “Sembra una bella addormentata nel bosco. Dove stava vent’anni fa?”