Donald Trump si è tradito: l’ultima uscita nasconde il fallimento in Iran

Ebbene sì, lo ha detto veramente e non a mo’ di scherzo di una notte di mezza estate. Donald Trump, l’imperatore a stelle e strisce, il codino biondo che fa impazzire il mondo, ha infatti dichiarato che, se rinunzia per ora all’attacco massiccio contro l’Iran, che pure aveva annunciato, lo fa semplicemente per il bene del mondo. Sic! Con queste parole si raggiungono davvero vertici quasi lirici di delirio di onnipotenza. E d’altro canto lo stesso Trump nei mesi scorsi si era gloriato di aver raggiunto un potere superiore a quello di Alessandro Magno e di Napoleone.

Se proviamo, non senza qualche difficoltà, a prendere sul serio le manicomiali dichiarazioni di Trump, subito dobbiamo rilevare un macroscopico paradosso, una contraddizione interna nel suo discorso. Se Trump, come dice, rinunzia ad attaccare l’Iran per il bene del mondo, ne segue more geometrico che finora, avendo egli dichiarato guerra all’Iran e avendo altresì seminato morte e distruzione, Trump ha agito per il male del mondo. È la logica conseguenza che incontrovertibilmente si ricava dalle sue stesse parole.

La vera ragione: la crisi dei missili Patriot

Sia quel che sia, una cosa dovrebbe essere certa, al di là delle autogratificanti dichiarazioni dell’imperatore della civiltà talassocratica del dollaro: se Washington desiste dall’attaccare nuovamente Teheran, ciò accade non tanto per un impeto di bontà di sire Trump, quanto per una condizione di obiettiva difficoltà in cui la civiltà dell’hamburger attualmente si trova. In particolare si parla da più parti di carenza di missili Patriot.

E non è certo un mistero che Israele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières, sperava di poter piegare la Persia assai rapidamente e invece ha incontrato una gloriosa resistenza che non è stata in grado di vincere e che di più deve mettere realmente in difficoltà il barbaro invasore. Diciamolo apertamente, Israele deve fare i conti con la resistenza iraniana e non sta certo brillando quanto a capacità di domare i resistenti persiani.

Il pantano persiano e lo spettro del Vietnam

In effetti la guerra ci avevano garantito sarebbe durata massimo una settimana e invece allo stato dell’arte non è ancora risolta. E di più, come diverse volte abbiamo sottolineato, Trump sta portando gli Stati Uniti d’America in Persia in una situazione analoga a quella del pantano del Vietnam che si registrò a suo tempo.

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