Il vannacciano Edoardo Ziello ha mostrato un cappio in Aula alla Camera durante la dichiarazione di voto sulla clausola di salvaguardia legata al fondo Safe (il piano di riarmo/difesa europeo).
Lo ha fatto scagliandosi contro la clausola di salvaguardia proposta dal ministro dell’Economia Giorgetti, dicendo: “State svendendo sovranità Italia, fermatevi”.
Il gruppo, dice, “non sarà mai complice della svendita della sovranità economica e finanziaria del nostro Paese”, perché il Safe rappresenta “un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia”. E mostra fisicamente un pezzo di corda con nodo scorsoio, mentre altri deputati di Futuro Nazionale espongono cartelli con scritto “No Safe” raffiguranti il simbolo dell’euro.
Il gesto ha un precedente storico che i giornali stanno riprendendo: l’ultima volta che un cappio era comparso a Montecitorio fu il 16 marzo 1993, in piena Tangentopoli, quando lo agitò il deputato leghista Luca Leoni Orsenigo.
Il contesto
Si votava sulle comunicazioni del ministro Giorgetti riguardo l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che apre la strada all’accesso ai fondi Safe. Il governo, nel testo della risoluzione di maggioranza, ha introdotto una modifica — voluta dalla Lega — per precisare che quei fondi saranno destinati in via prevalente a sistemi difensivi e alla sicurezza nazionale. Ziello ha attaccato duramente anche sul piano economico, sostenendo che quelle risorse finirebbero per avvantaggiare l’industria tedesca, già riconvertita — a suo dire — dall’automotive (in crisi per il Green Deal) all’industria bellica, per alimentare quella che ha definito “una guerra non nostra in Ucraina”, costata all’Italia oltre 4 miliardi di euro.










