Mattarella e l’Unione Europea: cosa non torna nel racconto di Cernobbio

Nei giorni scorsi a Cernobbio, al prestigioso e blasonato Forum, così ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità. Sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro. I suoi successi sono indiscutibili e per questo talvolta invidiati e osteggiati, al pari della sua attrattività tuttora intensa e vitale». Così parlò Sergio Mattarella.

A rigore sembra che il Presidente della Repubblica stia parlando di un’altra realtà. Sicuramente non dell’Unione Europea così come l’abbiamo tragicamente vissuta fino a oggi. Ciò ricorda irresistibilmente quelle pubblicità che reclamizzano prodotti di cui magnificano le virtù, ma che poi, una volta acquistati, non corrispondono minimamente all’elogio pubblicitario. Quali sarebbero di grazia i diritti che l’Unione Europea ha reso disponibili e che precedentemente mancavano negli stati nazionali europei? Riuscite a individuarne almeno uno?

La pace non è merito dell’Unione Europea

Il fatto che abbiamo vissuto in una lunga fase di pace, poi, non dipende certo dall’Unione Europea, ma dalla presenza dell’Unione Sovietica e dalla sua capacità benemerita di congelare i conflitti, facendo da argine all’imperialismo statunitense. Prova ne è, oltretutto, che, crollata l’Unione Sovietica, sono riesplosi endemicamente i conflitti e che l’Unione Europea stessa sta avendo una parte decisiva nel promuoverli, come testimoniato dalla Serbia del 1999 e, più recentemente, dalla postura europea al cospetto della Russia.

L’attrattività immaginaria e i veri “successi” dell’UE

Per quel che concerne, poi, la cosiddetta attrattività dell’Unione Europea, essa ci pare né più né meno che un puro ens imaginationis, anche alla luce del fatto che, lo ricordiamo, tutte le volte che ai popoli europei è stato domandato se volessero entrare a far parte dell’Unione Europea, essi hanno univocamente detto di no, come peraltro testimoniato dal recente caso dell’Islanda.

Quali sono allora i successi indiscutibili dell’Unione Europea, di cui ci parla il Presidente della Repubblica? Il fiscal compact e la spending review? La Grecia ridotta alla fame nel nome del neoliberismo più spietato? Insomma, con tutto il rispetto dovuto alla massima carica dello Stato italiano, mi pare francamente che la narrazione elogiativa ed encomiastica dell’Unione Europea faccia acqua da tutte le parti e risulti essenzialmente propagandistica e distante sideralmente dalla realtà dei fatti. Quella realtà dei fatti che ci mostra l’Unione Europea come una tecnocrazia depressiva e repressiva che stritola i popoli europei e fa valere ovunque la spietata legge neocannibalica del liberismo e del competitivismo più sfrenati.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro