Giacomo Gabellini ricostruisce ai microfoni di Un Giorno Speciale la rete di alleanze e interessi israeliani in Africa, Caucaso e teatro ucraino
Il riconoscimento del Somaliland e la partita del Mar Rosso
Il 26 dicembre 2025 Israele è diventato il primo Stato membro dell’ONU a riconoscere ufficialmente il Somaliland, la regione secessionista che si è autoproclamata indipendente dalla Somalia nel 1991. Il 14 giugno 2026 il presidente somalilandese Abdirahman Mohamed Abdullahi ha compiuto la sua prima visita di Stato all’estero proprio a Gerusalemme, incontrando Netanyahu e visitando Yad Vashem. Il territorio si affaccia sullo stretto di Bab el-Mandeb, snodo strategico verso lo Yemen degli Houthi, e le autorità di Hargeisa non hanno escluso una futura presenza militare israeliana, pur negando accordi formali su basi permanenti. Il riconoscimento ha provocato le proteste di Somalia, Unione Africana, Turchia ed Egitto.
Congo, Ruanda e la rete di alleanze da Baku a Kiev
Giacomo Gabellini ha collegato la partita del Corno d’Africa a quella della Repubblica Democratica del Congo, ricordando come spiega in trasmissione: «noi sappiamo che Israele è uno degli snodi fondamentali per il mercato mondiale dei diamanti», ripercorrendo la vicenda del genocidio ruandese, l’ascesa di Paul Kagame e l’anomala crescita delle esportazioni di diamanti dal Ruanda. Gabellini ha esteso l’analisi ai legami israeliani con l’Azerbaigian e con la famiglia curda Barzani, per poi arrivare al teatro ucraino. Su questo fronte l’ospite ha citato dichiarazioni attribuite ad Aleksandr Lukashenko, secondo cui la decisione russa di ritirare i mezzi corazzati da Kiev nel 2022 sarebbe stata sollecitata da pressioni esterne; una ricostruzione che resta contestata e non confermata da fonti indipendenti. Gabellini ha inoltre ricordato come sottolinea lui stesso: «il russo è la terza lingua che si parla in Israele», a testimonianza di legami storici profondi tra i due paesi.










