Monti, Calenda & co. lanciano ‘Europeisti’: il paradosso della sovranità a targhe alterne

Apprendiamo in questi giorni che sta nascendo una nuova formazione dal significativo nome “Europeisti”. Mario Monti, l’euroinomane e teologo bocconiano. Calenda, il tatuato dei Parioli. Cottarelli, l’austerico di Bruxelles. E Pina Picierno, l’appassionaria dell’Ucraina del guitto di Kiev. Questi sono alcuni dei nomi dei protagonisti del nuovo progetto, organizzato intorno al mot d’ordre «sovranità europea».

Il paradosso: nemici della sovranità italiana, paladini di quella europea

I nomi, in vero, dicono già molto sull’indirizzo generale della nuova formazione, se si considera che sono tutti, senza esclusioni, vessilliferi del liberal-atlantismo e della difesa incondizionata dell’Unione Europea. Curioso, comunque, mi pare che resti il richiamo al lemma «sovranità», se si considera che abbiamo conosciuto larga parte dei protagonisti del nuovo progetto come nemici giurati del concetto di sovranità applicato all’Italia. Avversi alla sovranità nazionale italiana, costoro difendono strenuamente e a spada tratta la sovranità europea.

La realtà effettuale: i guai arrivano da Bruxelles

Senza perifrasi edulcoranti, possiamo con diritto asserire che costoro si collocano non genericamente distanti dalla realtà, ma direttamente sulla sponda opposta rispetto alla realtà. Larga parte dei tormenti e dei supplizi che abbiamo patito e scontato negli ultimi vent’anni giungono esattamente da Bruxelles, indi per cui la realtà effettuale, come la chiamerebbe Machiavelli, pretende che si vada in direzione ostinata e contraria.

“Più Europa”: un teorema che non sta in piedi

Non così per la nuova formazione politica, che fa suo il logoro teorema secondo cui ci vuole più Europa. Numerose volte abbiamo insistito sul fatto che detto teorema, proprio degli euroinomani delle brume di Bruxelles, si regge su un vero e proprio non sequitur. Se l’Unione Europea è in larga parte causa dei nostri drammi, non è certo potenziando la causa che si potranno lenire o magari anche risolvere gli effetti. Con un’immagine medica, se la cura somministrata al paziente produce effetti nefasti, la soluzione non può risiedere nel potenziare le dosi della cura. Si tratterà semmai di cambiarla.

L’Europa che vorremmo: un’unione di Stati sovrani

Come non mi stanco di ripetere ad nauseam, non sono per principio contrario all’idea di un’Europa unita. Credo anzi che sarebbe di massimo giovamento per tutti un’Unione degli Stati Sovrani Europei, in una sorta di internazionale degli Stati Sovrani affratellati, organizzati intorno ai valori fondamentali della nostra civiltà. Ma è altresì vero che l’odierna Unione Europea rappresenta l’antitesi, o se preferite il pervertimento, di questo progetto ideale.

L’Europa che abbiamo: capitalismo finanziario e subalternità a Washington

L’Unione Europea, infatti, non è altro che l’unificazione del vecchio continente sotto la dominazione del capitalismo finanziario e delle sue patologie annesse, con gli effetti ben noti tragicamente a tutti, dall’impoverimento di massa alla cancellazione delle identità e delle culture proprie della nostra civiltà. L’Unione Europea, non per accidens ma per sua naturale strutturazione, non ha prodotto l’unità politica né la sovranità europea. Ha soltanto rinsaldato la subalternità dell’Europa a Washington e ha altresì favorito soltanto l’unificazione economica funzionale all’egemonia del capitalismo sans frontières.

Sovranità europea? Non con le basi USA sul territorio

Il progetto del nuovo movimento non fa altro che rafforzare questa esiziale tendenza. Sarebbe oltretutto interessante chiedere ai pretoriani della nuova formazione come pensino di realizzare la sovranità europea, se l’Europa risulta ad oggi costellata di basi militari americane che rendono l’Europa stessa, de jure e de facto, una colonia alle dipendenze della civiltà del dollaro.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro