Si sta molto discutendo, con posizioni assai diversificate, dell’epifania catodica del prode generale Vannacci nel salotto politicamente corretto e fintamente pluralistico di Lilli Gruber su La7. L’opinione pubblica appare attualmente divisa tra coloro i quali celebrano la prestazione del generale e coloro i quali invece prendono le parti della giornalista Gruber e della sua spalla Lina Palmerini.
Per parte nostra vogliamo chiamarci fuori da questa demenziale tifoseria di bassa lega.
Un’occasione d’oro sprecata non a caso
Ciò che appare evidente, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che non si è reso un buon servizio all’opinione pubblica italiana. E dire che sarebbe stata un’ottima occasione per saggiare le posizioni del generale sui temi nodali delle politiche economiche, della geopolitica e del posizionamento rispetto all’asse di destra e sinistra.
Come era prevedibile, invece, la signora Gruber e la sua spalla hanno preferito impostare la discussione — peraltro nella forma di un vero e proprio interrogatorio — su questioni del tutto irrilevanti e secondarie, sideralmente distanti dalle questioni cardinali del nostro tumultuoso e concitato presente.
La signora Gruber avrebbe potuto domandare al generale qual è la sua ricetta economica e come si pone rispetto al libero mercato, ma non l’ha fatto. La signora Gruber avrebbe potuto chiedere al generale come si posiziona nel tumultuoso ed esplosivo scenario geopolitico del nostro presente, ma non l’ha fatto.
Il circo dell’irrilevante
La signora Gruber ha scelto invece di impostare il dibattito su questioni marginali come l’omosessualità, gli immigrati e perfino il ruolo di marito devoto del generale. Per parte sua, il generale Vannacci ne ha approfittato per criticare la Lega di Salvini, definendola sovranista a giorni alterni, e altresì per rivendicare il proprio posizionamento nella destra autentica.
Da questo demenziale dibattito non fanno che uscire rinsaldate le posizioni già esistenti: quelle di chi difende a spada tratta il generale e quelle di chi lo attacca in maniera radicale e spesso esacerbata. Nessun avanzamento, nessuna chiarezza, nessuna sostanza.
Destra e sinistra, uniti sotto lo stesso cielo
A noi pare che si sia trattato di uno spettacolo complessivamente pietoso, in cui si coagula perfettamente il livello del dibattito politico oggi in Italia. Destra e sinistra, apparentemente in conflitto su tutto, condividono la stessa visione del mondo sotto il segno del libero mercato concorrenziale e dell’imperialismo senza frontiere di Washington.
Questo mi pare il punto di rimente. E finché il dibattito pubblico continuerà a voltarsi dall’altra parte rispetto a queste domande fondamentali, non potremo che assistere, rassegnati e indignati, a repliche infinite di questo squallido teatrino.
RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro










