E adesso Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l’attuale presidente della civiltà talassocratica del dollaro, dichiara pubblicamente e senza pudore di voler trasformare il Venezuela nel 51° stato degli USA. Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe pur ragionevolmente commentare. L’imperialismo sanguinario degli USA non smette di fare mostra di sé e della propria deplorevole libido dominandi.
Libido dominandi che persiste immutata a prescindere dall’orientamento del presidente in carica. Poco cambia se sulla plancia di governo vi sia Trump o vi sia Biden, vi sia Bush o vi sia Clinton, resta immutato l’imperialismo statunitense come cifra della civiltà talassocratica dell’hamburger.
Gli stolti e i monopolisti del discorso ci avevano garantito che con la caduta del perfido Maduro, il Venezuela avrebbe conquistato celermente la propria libertà e la propria sovranità. E invece, come da subito dicemmo e come peraltro non era neppure difficile immaginare, Il Venezuela si sta avviando a diventare sic et simpliciter una colonia di Washington, se non addirittura, come ora Trump lascia intendere, uno stato degli Stati Uniti d’America.
Insomma, la civiltà del dollaro si avvia a controllare non soltanto le molteplici risorse economiche del Venezuela, ma anche il suo potere politico, facendo del Venezuela stesso un semplice giardino di casa della civiltà del dollaro. Ciò rende retrospettivamente ancor più apprezzabile il fenomeno mai sufficientemente encomiato del chavismo, da Chavez a Maduro, nonché del suo patriottismo socialista, anticapitalista e antiimperialista.
In tutto ciò, dove sono i capita insanabilia che berciano contro la Russia di Putin dicendo che ha aggredito l’Ucraina?
L’annessione del Venezuela da parte di Washington, con tanto di rapimento del presidente Maduro, rappresenterebbe forse un gesto democratico degno di essere encomiato?
Diciamolo ancora più chiaramente: era evidente fin da subito che Washington, come sempre, stava intervenendo in Venezuela con il suo usuale imperialismo etico, con tanto di bombe umanitarie, missili intelligenti e cannoni pacifisti, non certo per garantire la liberazione del popolo venezuelano e per abbattere il cartello del narcotraffico. Questa era solo logora ideologia propagandistica. In realtà interveniva per sottomettere il Venezuela, per piegarlo e per distruggere un ultimo fortilizio di resistenza, quello del mai sufficientemente glorificato chavismo.
RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro










