La Commissione parlamentare di inchiesta sul Covid ha ascoltato nei giorni scorsi il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e presidente dell’associazione Studi e Informazioni sulla Salute. L’audizione è disponibile integralmente e senza tagli sul sito ufficiale della Camera dei Deputati, dove chiunque può consultarla e valutarne i contenuti in autonomia.
Ne ha parlato a Un Giorno Speciale l’onorevole Alice Buonguerrieri, membro della commissione, che ha sintetizzato i punti principali dell’intervento.
Serravalle ha aperto la sua audizione dichiarando fin da subito l’assenza di conflitti di interesse: “la cosa che è stata apprezzata, fra le altre, è che il dottor Serravalle ha dichiarato fin dall’inizio del suo intervento di non avere conflitti di interesse. Non abbiamo avuto bisogno di chiederglielo — e sappiamo come invece siano apparsi in commissione diversi medici e scienziati che venivano a decantare le lodi del vaccino, salvo poi scoprire che avevano contratti con le case farmaceutiche che quei vaccini avevano venduto. Legittimi dal punto di vista economico, per carità, ma probabilmente inopportuni.”
L’intero intervento è stato impostato su documenti ufficiali: “il dottor Serravalle ha precisato di fondare ogni sua dichiarazione esclusivamente su dati, documenti e numeri, citando per ciascuna la fonte medico-scientifica — documenti presi direttamente dall’Istituto Superiore di Sanità, quindi fonti certe. Questo dovrebbe interessare particolarmente a chi ci ripete sempre di seguire la scienza.”
Le tesi presentate e le tensioni politiche
Nel corso dell’audizione Serravalle ha esposto una serie di tesi sulla vaccinazione in età pediatrica, sostenendo — sulla base dei documenti presentati — che i benefici sarebbero stati inferiori ai rischi in quella fascia d’età. Le tensioni in commissione non si sono fatte attendere: “abbiamo assistito ad attacchi scomposti da parte del PD nei confronti del dottor Serravalle, nel tentativo di denigrare la persona e la sua credibilità, esclusivamente perché portava dati e documenti non utili alla loro narrativa dominante. È un atteggiamento irricevibile, che dimostra come ancora oggi una certa parte politica voglia fare della scienza un dogma, chiudendo le porte a chiunque venga in audizione con numeri e dati cercando un confronto serio.”










