L’ultima “minaccia” di Trump all’Italia: la replica di Meloni spiazza i sovranisti

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano ed esponente di spicco della giullaresca destra blu neoliberale e filoatlantista, si è recentemente detta insoddisfatta in relazione al proposito di disimpegno statunitense in Europa. Come è ampiamente noto, Washington è profondamente delusa dal contegno degli europei, soprattutto di quello della Spagna e dell’Italia, le quali non hanno adeguatamente supportato la civiltà del dollaro nella sua sciagurata e deplorevole missione imperialistica in Iran. Sicché ora Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, minaccia l’Europa, e lo fa dicendo di voler ritirare le truppe americane dal vecchio continente.

Sovranismo di facciata: l’occupazione americana che nessuno vuole nominare

Ora, ogni vero patriota dovrebbe giubilare al cospetto di questa notizia, leggendola come l’auspicato spiraglio di un ritorno alla sovranità militare grazie alla fine dell’occupazione americana dell’Europa con basi e milizie. Occupazione che, lo ricordiamo per inciso, dura dal 1945. E invece, udite udite, Giorgia Meloni si dice contraria e insoddisfatta, sperando di poter far cambiare idea a Donald Trump. Tant’è che Guido Crosetto è già pronto ad andare in missione a Washington per provare a ricucire il rapporto sfilacciato con l’imperatore USA. Come non mi stanco di ripetere ad nauseam, quello di Giorgia Meloni e dei suoi sodali è un patriottismo di cartapesta, un sovranismo di cartone, dietro al quale si nasconde l’usuale ridicola sudditanza italiana all’impero a stelle e strisce.

Destra e sinistra: due episodi del medesimo neoliberismo atlantista

La si dovrebbe finire una volta tanto di qualificare come fascista il governo di Giorgia Meloni. È un governo totalmente liberista e atlantista, perfettamente sovrapponibile a quelli della sinistra fucsia, egualmente liberal-atlantista. Il fascismo, e lo dico da gramsciano alieno da ogni possibile simpatia per il ventennio, aveva se non altro — al netto di tutti i suoi limiti e di tutte le sue contraddizioni — il senso dei diritti sociali, in quanto figlio ribelle del Partito Socialista. La destra neoliberale di Giorgia Meloni e la sinistra neoliberale di Elly Schlein non hanno nulla a che fare, rispettivamente, con il fascismo e con il comunismo, essendo soltanto due episodi tragicomici di neoliberismo atlantista contemporaneo. Ecco in che senso la situazione, permettetemi di dire, è tragica, senza riuscire in alcun modo a essere seria. Destra e sinistra, dietro l’opposizione fittizia che fanno valere, rappresentano le due auto-articolazioni immanenti, fintamente plurali e divergenti del Partito Unico del Turbo Capitalismo Sans Frontières, sradicato e sradicante.