Bruxelles tiene l’Ungheria sotto ricatto bloccando 36 miliardi di euro di fondi europei, una cifra che incide per circa il 17% sul PIL nazionale. Se una misura simile colpisse l’Italia, equivarrebbe a congelare circa 378 miliardi di euro, superando l’intero gettito annuo delle imposte dirette. I fondi sospesi da Bruxelles includono il Next Generation dell’Unione Europea e i contributi di coesione, utilizzati come leva politica attraverso il meccanismo di condizionalità.
L’Ucraina, il petrolio e il doppio gioco dell’Unione Europea
Nonostante il cambio di vertice, il nuovo premier ungherese ha confermato la linea di Orbán, rifiutando di contribuire al prestito dell’Unione Europea da 90 miliardi per l’Ucraina. La tensione si è allentata solo dopo l’impegno di Kiev di ripristinare il flusso dell’oleodotto Druzhba, vitale per l’approvvigionamento energetico magiaro. L’Unione procederà così a 25 Stati, lasciando Budapest fuori dall’impegno finanziario per Kiev, ma garantendole nuovamente il petrolio russo. Si tratta di una strategia che ricalca l’accordo di dicembre, dimostrando come il “guinzaglio finanziario” — cioè lo strumento del ricatto — sia il modo con il quale la Commissione Europea intende esercitare la sua visione di democrazia.
Un monito per tutti i Paesi membri
Il caso ungherese diventa quindi un monito per la sovranità economica di tutti i Paesi membri, perché l’economia, i soldi, il denaro diventano l’arma dell’Unione Europea per ricattare chi non si allinea. Ecco dove siamo finiti.
Sono francamente un po’ stanco di raccontare queste cose, perché non vedo una via d’uscita politica. Ma parlo agli imprenditori — anche questa mattina ne incontrerò alcuni per un piano di consulenza strategica: si tratta di una SPA che opera sui mercati internazionali e incontrerò il Consiglio di Amministrazione. Quello che mi accorgo tutti i giorni, parlando con gli imprenditori, è l’enorme distanza tra i temi della politica che commento da questo microfono e quella che è l’economia reale: perché l’economia reale è tutta un’altra cosa.
Io farò un webinar il 14 maggio, si sono iscritte centinaia di persone al sito valeriomalvezzi.it. Voglio parlare agli imprenditori del fatto che anche se l’Unione Europea ricatta, anche se ci sono tensioni geopolitiche, e anzi forse proprio per questo, è necessario avere un piano strategico aziendale e non dipendere da quelle scelte scellerate che fa la politica, che sono delle scelte dettate da interessi che viaggiano molto al di sopra di quelli che sono i proprietari delle piccole e medie imprese italiane.










