Nei giorni scorsi è partito dalla base di Sigonella un drone diretto verso l’Iran. La notizia è stata riportata persino da La Repubblica, rotocalco spesso considerato espressione del mondialismo e degli interessi del cosiddetto padronato cosmopolitico.
Sigonella, che in passato fu teatro di un momento significativo della politica italiana – quando Bettino Craxi rivendicò un gesto di autonomia nazionale opponendosi alle pressioni degli Stati Uniti – appare oggi trasformata in un presidio americano a tutti gli effetti.
Il ruolo Meloni
Questo avviene mentre Giorgia Meloni rassicura gli italiani sostenendo che nessuna missione italiana partirà verso l’Iran. Tuttavia, nel frattempo, anche Londra ha autorizzato l’utilizzo delle proprie basi militari da parte di Washington nel contesto del conflitto contro l’Iran. Analogamente, la Francia guidata da Emmanuel Macron aveva già concesso il proprio supporto alcune settimane fa.
Da ciò emerge una conclusione: l’Europa si configura, ancora una volta, come una realtà subordinata agli Stati Uniti, più simile a una ‘colonia’ che a un’alleata autonoma, nonostante la retorica ufficiale continui a parlare di cooperazione tra pari.
La posizione europea
Secondo questa interpretazione, l’Unione Europea non avrebbe favorito la nascita di un’Europa realmente sovrana, indipendente e democratica. Al contrario, avrebbe rafforzato la dipendenza del continente dal modello neoliberista e dall’egemonia economica e culturale legata al dollaro. Nonostante alcune esitazioni di facciata, l’Europa risulterebbe già schierata a fianco di Israele nel conflitto con l’Iran, descritto come una guerra di aggressione contro uno Stato che resiste alla globalizzazione.
L’aspetto più critico di questa situazione è l’incapacità dell’Europa di esprimere una posizione autonoma. In teoria, essa potrebbe svolgere un ruolo di mediazione, promuovendo il dialogo e la diplomazia. In pratica, però, agirebbe come una sorta di ‘portaerei’ al servizio degli Stati Uniti, sostenendone le strategie geopolitiche.
D’altra parte, questa condizione sarebbe inevitabile proprio a causa della subordinazione strutturale dell’Europa agli Stati Uniti, una subordinazione che, secondo questa visione, l’Unione Europea avrebbe ulteriormente rafforzato nel tempo.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










