Nasa, Artemis II: tutti i segreti del volo lunare ▷ L’intervista esclusiva all’Ing. Luca Fossati

La missione Artemis II ha portato quattro astronauti in orbita lunare per dieci giorni, offrendo immagini spettacolari della Luna e segnando un passaggio cruciale verso il ritorno dell’uomo sul nostro satellite. Non si è trattato di un allunaggio, ma di un test fondamentale della navicella Orion e dei suoi sistemi di supporto vitale, con l’obiettivo di preparare future missioni lunari e verso Marte.

La NASA ha verificato in particolare la resistenza dello scudo termico, le comunicazioni a lunga distanza e l’affidabilità del modulo di servizio europeo fornito dall’ESA, confermando il successo complessivo della missione e delle tecnologie impiegate.

L’intervista all’ingegnere Luca Fossati

L’ingegnere Luca Fossati, responsabile dei sistemi operativi dell’European Service Module, spiega che Artemis II si basa su una struttura molto simile a quella di Artemis I, proprio per ridurre i rischi prima del volo con equipaggio.

Le principali novità riguardano la propulsione, ora in grado di garantire il rientro anche in caso di guasti multipli, e l’introduzione di sistemi software ridondanti per assicurare il controllo dell’astronave anche in caso di fallimenti dei computer principali. Anche i sistemi di bordo sono stati ampliati per supportare la presenza umana, con alcune criticità minori legate alle condizioni termiche, senza impatti sulla sicurezza.

Durante la missione, i sistemi di supporto vitale hanno mostrato ampi margini di sicurezza: consumo di acqua e energia inferiore alle previsioni e capacità operativa garantita anche con sistemi parzialmente degradati.

Il momento più critico è stato il lancio, mentre nelle fasi successive l’attenzione si è concentrata su propulsione, gestione del carburante e produzione energetica, soprattutto durante il sorvolo del lato nascosto della Luna, quando le comunicazioni erano interrotte. Anche in queste condizioni, la navicella ha mantenuto prestazioni stabili e superiori alle attese.

Artemis II conferma la solidità della tecnologia Orion e del modulo europeo: una missione di prova riuscita che segna un passo decisivo verso il ritorno dell’uomo sulla Luna, con sistemi più affidabili del previsto e margini di sicurezza elevati.