“Sanchez parla contro Israele? Vi dico perché è uno strumento come tutti gli altri” | Nicolai Lilin

Il punto di partenza è radicale: Io non chiamerei ciò che fa l’Europa una scelta. Il problema dell’Europa è che è un vassallo, e un vassallo le scelte non le fa.” Per Nicolai Lilin la questione non è ideologica ma strutturale: in nessuno dei Paesi membri esisterebbe oggi un leader capace di rappresentare genuinamente il proprio popolo. “Non esistono politici in grado di fare le scelte“.

Nemmeno il premier spagnolo Pedro Sánchez, che negli ultimi tempi ha assunto posizioni sempre più critiche nei confronti di Israele — riconoscendo lo Stato palestinese insieme a Irlanda e Norvegia e sospendendo le forniture di armi a Tel Aviv. Il primo ministro spagnolo viene citato da Nicolai Lilin come esempio emblematico. Una posizione che all’apparenza sembrerebbe coraggiosa, ma che secondo lo scrittore non deriva da una scelta etica radicata negli interessi del popolo spagnolo. 

“Il popolo non c’entra niente”

“La posizione che lui ha preso nei confronti della NATO e degli Stati Uniti d’America non è legata agli interessi del popolo spagnolo – dice ai nostri microfoni lo scrittore russo – è legata agli interessi di una parte dell’oligarchia spagnola.” E ancora: “Vedere nelle azioni del premier spagnolo un sostegno al proprio popolo è sbagliatissimo. Lui, come tutti i politici dell’Unione Europea, non è collegato al popolo, è uno strumento dell’oligarchia.”

Una lettura che si inserisce in un dibattito più ampio sulla crisi di rappresentanza democratica in Europa. La distanza tra élite politiche e popolazioni è un tema che attraversa tutto lo spettro politico, da sinistra a destra, e che il conflitto in Medio Oriente ha reso ancora più visibile. Per Lilin la sintesi è netta: L’oligarchia utilizza i politici per i propri scopi e non si preoccupa minimamente di ciò che vuole o di cui ha bisogno il popolo“.