Crosetto sull’Iran, “Attacco USA fuori dal diritto” | Castellani e De Gregori sciolgono la matassa

Le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto in Parlamento hanno riaperto il dibattito sul ruolo del diritto internazionale nei conflitti contemporanei e sulla posizione dell’Italia nello scenario geopolitico attuale.

Nel suo intervento in aula, Crosetto ha riconosciuto che l’operazione militare oggetto del dibattito si è svolta al di fuori delle regole del diritto internazionale, sottolineando tuttavia come il governo italiano non fosse stato informato preventivamente. Il ministro ha inoltre ricordato che, secondo quanto emerso negli Stati Uniti, neppure parte della catena di comando americana sarebbe stata a conoscenza in anticipo dell’operazione. Ne abbiamo parlato in diretta con il politologo Lorenzo Castellani e il giornalista Tommaso De Gregorio.

Da questo è emerso il tema della debolezza strategica dell’Europa, che non dispone oggi di strumenti di deterrenza sufficienti per incidere davvero sugli equilibri globali. Senza una capacità militare o politica autonoma, le posizioni diplomatiche europee rischiano di restare dichiarazioni di principio.

Pesi geopolitici

In questo contesto è stata citata la linea del premier spagnolo Pedro Sánchez, giudicata coerente ma difficile da tradurre in azione concreta. Il dibattito ha richiamato anche la distinzione elaborata dal sociologo Max Weber tra ‘etica delle convinzioni’ ed ‘etica della responsabilità’: un leader politico deve avere principi, ma anche valutare le conseguenze reali delle proprie decisioni.

Un altro elemento discusso riguarda l’incertezza della strategia statunitense sotto la presidenza di Donald Trump, interpretata come una dimostrazione di forza destinata soprattutto a rafforzare la posizione negoziale di Washington. Quanto all’Italia, il governo guidato da Giorgia Meloni ha ribadito di non essere in guerra e di non voler entrare direttamente nel conflitto. Tuttavia, la presenza di basi NATO sul territorio nazionale e l’appartenenza all’Alleanza atlantica rendono inevitabile un coinvolgimento nelle dinamiche strategiche occidentali.

Il confronto si è chiuso con una riflessione sul peso geopolitico dell’Italia, inevitabilmente inferiore rispetto a potenze europee come Francia e Regno Unito, dotate sia di armi nucleari sia di un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.