Incredibile quanto accaduto in Atletico Madrid – Tottenham, gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League.

Protagonista in negativo del match è stato Antonín Kinský, estremo difensore ceco classe 2003, scelto a sorpresa da Igor Tudor per difendere i pali degli Spurs. Una decisione forte, soprattutto considerando la presenza in rosa di Guglielmo Vicario, titolare abituale e uno dei punti di riferimento della squadra londinese.

Il piano dell’allenatore croato, però, è crollato nel giro di pochi minuti. La partita, disputata al Riyadh Air Metropolitano, è diventata presto un incubo per il giovane portiere di Praga. Dopo appena 17 minuti di gioco, Tudor è stato costretto a cambiare idea e a richiamarlo in panchina, inserendo proprio Vicario per provare a rimettere ordine in una gara già compromessa.

A pesare sono stati due errori gravissimi. Il primo ha spalancato la porta al gol del vantaggio dei colchoneros firmato da Marcos Llorente. Un episodio che ha subito indirizzato la sfida, accendendo l’entusiasmo del pubblico madrileno e mettendo in grande difficoltà la formazione inglese.

Pochi minuti dopo è arrivato anche il secondo episodio fatale: un’altra incertezza di Kinský ha regalato un pallone comodo a Julián Álvarez, che non ha avuto difficoltà a trasformarlo nel gol del momentaneo 3-0. A quel punto Tudor non ha potuto fare altro che intervenire immediatamente, sostituendo il giovane portiere prima ancora che la partita raggiungesse il ventesimo minuto.

Per Kinský, all’esordio assoluto nella massima competizione europea, è stato un momento durissimo. Il portiere ceco ha lasciato il campo visibilmente scosso, tornando negli spogliatoi in lacrime. Un’immagine che ha colpito anche il pubblico di casa.

Il gesto più bello della serata, infatti, è arrivato proprio dagli spalti del Metropolitano: l’intero stadio ha accompagnato l’uscita del giovane estremo difensore con un lungo applauso, nel tentativo di incoraggiarlo dopo una serata storta.

Una notte da dimenticare per Kinský, ma anche una lezione durissima per un talento ancora agli inizi della propria carriera. In Champions League, d’altronde, ogni errore si paga a caro prezzo. E contro l’Atletico, il Tottenham lo ha scoperto nel modo più doloroso possibile.