Gianluca Prestianni è stato sospeso preventivamente per un turno dopo quanto accaduto la settimana scorsa con Vinicius Jr.

In occasione della gara d’andata di Champions League, dopo il gol segnato dall’attaccante brasiliano, l’esultanza sotto il settore dei tifosi di casa ha acceso gli animi sugli spalti e in campo. La tensione è salita rapidamente fino a costringere il direttore di gara, il francese François Letexier, ad interrompere la partita per quasi dieci minuti.

Secondo la ricostruzione, sarebbe stato Prestianni ad avvicinare Vinícius in modo aggressivo. Il numero 7 madridista ha accusato l’avversario di avergli rivolto un insulto razzista, parlando di un epiteto gravissimo. L’arbitro ha immediatamente attivato il protocollo antirazzismo previsto dai regolamenti UEFA, ma l’incontro è ripreso senza ulteriori provvedimenti disciplinari immediati, in assenza di prove evidenti.

Il centrocampista argentino ha respinto con fermezza ogni accusa, negando di aver pronunciato frasi discriminatorie. La UEFA, tuttavia, ha deciso di intervenire in via preventiva, infliggendo una giornata di sospensione in attesa di ulteriori accertamenti.

L’indagine è ora in corso e potrebbe aggravare sensibilmente la posizione del giocatore. Qualora emergessero conferme video o testimonianze decisive, per Prestianni si aprirebbe lo scenario di una squalifica più pesante.

Caso Prestianni-Vinicius: la decisione della UEFA

Questo il comunicato odierno della UEFA: 

A seguito della nomina di un Ispettore Etico e Disciplinare UEFA (EDI) per indagare sulle accuse di comportamento discriminatorio durante la partita di spareggio a eliminazione diretta della UEFA Champions League 2025/2026 tra SL Benfica e Real Madrid CF del 17 febbraio 2026, e su richiesta dell’EDI con una relazione provvisoria, la Commissione di Controllo, Etica e Disciplina UEFA (CEDB) ha deciso oggi di sospendere provvisoriamente il Sig. Gianluca Prestianni per la prossima (1) partita di una competizione UEFA per club alla quale sarebbe altrimenti idoneo per la violazione, prima facie, dell’Articolo 14 del Regolamento Disciplinare UEFA (DR) relativa a un comportamento discriminatorio. Ciò non pregiudica qualsiasi decisione che gli organi disciplinari UEFA possano successivamente adottare a seguito della conclusione dell’indagine in corso e della relativa presentazione agli organi disciplinari UEFA. Ulteriori informazioni in merito saranno rese disponibili a tempo debito“.