In casa Lazio il clima è sempre più teso e carico di incertezze. La società biancoceleste attraversa una fase di evidente confusione, mentre tra i tifosi cresce un senso diffuso di sofferenza e disillusione. Dopo un’estate segnata dal mercato bloccato, conseguenza dello sforamento dei tre indici economico-finanziari, anche la sessione invernale non ha portato segnali incoraggianti. Al contrario, sono arrivate cessioni pesanti come quelle di Castellanos, Guendouzi e Mandas, che hanno alimentato dubbi e interrogativi sul futuro tecnico e sulle ambizioni del club.
Un ridimensionamento che appare sempre più evidente e che, secondo lo stesso Maurizio Sarri, sembra ormai una strada intrapresa.
Il malcontento della tifoseria, intanto, si manifesta in modo sempre più netto. In vista della gara di venerdì sera contro il Genoa, i gruppi del tifo organizzato hanno annunciato una protesta ufficiale. Un segnale forte che trova riscontro anche nei numeri: al momento sono appena circa 300 i biglietti venduti per il match, e allo stadio Olimpico si preannuncia un’atmosfera surreale, con spalti largamente vuoti a fare da cornice alla contestazione.
Lazio, lettera al presidente Lotito
Ma la protesta non si limita al campo. Sta infatti riscuotendo grande adesione la lettera aperta indirizzata al presidente Claudio Lotito, scritta dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi e trasformata in una petizione online sulla piattaforma Change.org lo scorso 17 gennaio. Il documento ha già raccolto quasi 25.000 firme, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota 30.000 entro venerdì, a testimonianza di un disagio profondo e trasversale tra i sostenitori laziali.
Nel testo, i firmatari denunciano la mancanza di prospettive e di sogni negli ultimi 22 anni di gestione Lotito, pur riconoscendo alcuni successi isolati. La critica principale riguarda l’assenza di un vero salto di qualità, la lunga astinenza da trofei, la mancanza di investimenti su giocatori capaci di accendere l’entusiasmo della tifoseria e una gestione percepita come distante dalla storia e dalla dignità del club.
I tifosi chiedono rispetto, ambizione e una visione all’altezza del calcio moderno. E, qualora il presidente non fosse in grado di garantire questi presupposti, l’appello si fa ancora più diretto: fare un passo indietro e lasciare spazio a una nuova proprietà capace di investire e restituire alla Lazio la possibilità di competere ai massimi livelli.
Un messaggio chiaro, che arriva in un momento delicatissimo per la società e che rischia di trovare ulteriore eco proprio venerdì sera, davanti a un Olimpico semi deserto, simbolo di una frattura sempre più profonda tra la Lazio e la sua gente.
Parla Federico Marconi, uno dei promotori della lettera a Lotito
Nel corso di Radio Radio Lo Sport, Federico Marconi ha spiegato le ragioni della lettera aperta e della petizione rivolta al presidente Claudio Lotito, chiarendo i contorni di una protesta che, secondo i promotori, non è contro la Lazio ma a tutela del suo futuro sportivo.
“La nostra richiesta al presidente Lotito è molto chiara – ha spiegato Marconi – ed è quella di un cambio di passo nella gestione della squadra. Se non è più nelle condizioni di garantire questo salto di qualità, gli chiediamo di valutare seriamente la possibilità di fare un passo indietro e di capire se esiste un gruppo in grado di riportare la Lazio dove merita: ai vertici del campionato italiano e delle competizioni europee“.
Un messaggio che, nelle intenzioni dei promotori, non ha nulla di distruttivo. “Nessuno sta massacrando la società – ha aggiunto – chiediamo semplicemente di più dal punto di vista sportivo. Oggi la Lazio è nona in campionato, non partecipa alle competizioni europee e non ha potuto fare mercato la scorsa estate a causa di problemi di bilancio. Un caso praticamente unico in Europa“.
Proprio questo contesto rende, secondo Marconi, ancora più significativa la risposta del pubblico laziale. “Nonostante tutte queste difficoltà, ci sono stati 30 mila abbonati. È evidente che questa tifoseria continua a dimostrare attaccamento e fiducia. Per questo ora chiede di più“.
Nel mirino finiscono anche alcune dichiarazioni del presidente Lotito, giudicate del tutto fuori luogo. “Chi spara contro la Lazio e contro i laziali è Lotito. È assurdo sostenere che i tifosi, che stanno cercando di smuovere la situazione, abbiano delle colpe o stiano andando contro la Lazio. Non è assolutamente così. Nella storia del calcio professionistico non esiste un presidente che dice ai propri tifosi: “Ringrazia Dio che la Lazio ancora esiste”. È una frase che lascia senza parole. Dovremmo tutti renderci conto della gravità di certe affermazioni».










