Vladimir Putin ha risposto all’invito personale di Donald Trump a entrare nel “Board of Peace“, la nuova struttura internazionale lanciata dal presidente USA per gestire la ricostruzione di Gaza. La proposta prevede un contributo di 1 miliardo di dollari per ottenere un seggio permanente: soldi che Trump vuole destinati direttamente alle infrastrutture, sanità, acqua e cibo nella Striscia. Putin non ha accettato né rifiutato subito. Ha incaricato il Ministero degli Esteri di studiare i documenti e consultare i partner strategici (Cina, Iran e altri BRICS inclusi). Ma ha lanciato una controproposta audace: la Russia potrebbe versare già ora quel miliardo usando una parte degli asset sovrani russi congelati negli Stati Uniti dopo l’inizio del conflitto in Ucraina nel 2022.
La proposta di Putin
“Anche prima di decidere sulla partecipazione – ha detto Putin al Consiglio di Sicurezza – tenendo conto delle relazioni speciali con il popolo palestinese, potremmo inviare 1 miliardo di dollari al Board of Peace prelevandoli dagli asset congelati sotto la precedente amministrazione USA“. Il leader russo ha aggiunto che i fondi rimanenti bloccati negli USA potrebbero finanziare la ricostruzione di territori ucraini danneggiati dai combattimenti, ma solo dopo la firma di un trattato di pace tra Russia e Ucraina. Putin evita di stanziare nuovi fondi dal bilancio russo, ribalta la narrativa sui congelamenti e lega Gaza a un futuro negoziato su Ucraina. Trump intanto ha firmato ufficialmente l’atto costitutivo del board of Peace.










