La Lazio crolla rovinosamente contro il Como, in uno Stadio Olimpico semi-deserto e acceso solo dalle aspre contestazioni nei confronti del presidente Claudio Lotito. Cori più o meno beceri, striscioni… L’aria attorno al club è sempre più irrespirabile, e a questo punto viene quasi spontaneo chiedersi se, e come, sia possibile andare avanti, visti i presupposti.
Anche la squadra non può che risentire di questa atmosfera. Basta vedere il nervosismo in campo di giocatori come Cataldi, Zaccagni o Romagnoli (non a caso, forse, i più rappresentativi del gruppo). Malessere incentivato sicuramente anche dagli episodi arbitrali “sfortunati” che hanno colpito i biancocelesti negli ultimi due mesi. Il risultato, sul piano del gioco e dei traguardi “raggiunti”, non può che essere la mestizia incommensurabile alla quale i tifosi sono costretti ad assistere da tempo.
Mercato bloccato la scorsa estate; la cessione di calciatori chiave come Castellanos e Guendozi questo gennaio; 9° posto in classifica e solo 28 punti in 21 partite. Ci sono veramente le condizioni per cui Claudio Lotito possa decidere di vendere la Lazio?
A riguardo, in diretta su Radio Radio – Lo Sport, il direttore Ilario Di Giovambattista si è espresso in un lungo editoriale.
“Oggi non vedo le basi per andare avanti! I tifosi non riconoscono più Lotito come presidente della Lazio… Vogliamo parlare di Sarri? In società non c’è un singolo rapporto che funzioni veramente!“
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