Tracollo Lazio, clamoroso attacco di Orsi in diretta ▷ “Vergognatevi! Vi dico io come andrà a finire”

La Lazio affonda all’Olimpico sotto i colpi di un Como brillante, organizzato e spietato. Finisce 0-3 una serata da incubo per i biancocelesti, travolti dalla squadra di Cesc Fabregas, che impiega appena due minuti per sbloccare la partita. Baturina trova subito il varco giusto e gela lo stadio, mettendo in salita una gara che la Lazio non riuscirà mai davvero a rimettere in carreggiata.

Il gol a freddo manda in tilt la formazione di Maurizio Sarri, che fatica a ritrovare ordine e lucidità. Il Como ne approfitta, gestisce il possesso con personalità e colpisce ancora al 24′, quando Nico Paz firma il raddoppio, confermandosi uno dei protagonisti più continui della stagione. L’argentino avrebbe l’occasione di chiudere i conti già nel primo tempo, ma dal dischetto spreca il rigore del possibile 0-3, lasciando aperto uno spiraglio che la Lazio, però, non saprà sfruttare.

Nella ripresa lo spartito non cambia. I biancocelesti provano ad alzare il ritmo, ma senza vera convinzione né idee chiare. Il Como, al contrario, continua a giocare con sicurezza e colpisce definitivamente a inizio secondo tempo: Baturina inventa con uno splendido assist di tacco, Nico Paz controlla e batte Provedel, chiudendo una partita che, di fatto, per la Lazio non è mai iniziata. L’Olimpico rumoreggia, la squadra si spegne e il triplice fischio sancisce una sconfitta pesante, tanto nel punteggio quanto nelle implicazioni.

Sarri a fine partita: “Lazio, basta alibi. Il mercato lo fa la società, ma io…”

Nel post partita Sarri non cerca alibi, ma il suo intervento fotografa un momento delicatissimo. “La gara è stata condizionata dal gol subito così presto – ha spiegato – ma nel primo tempo non abbiamo fatto così male: abbiamo avuto la palla per pareggiarla e anche quella per accorciare“. Parole che non bastano però a cancellare la sensazione di una squadra fragile, soprattutto mentalmente.

Sul futuro e sul mercato, il tecnico toscano è stato diretto: “Bisogna passare una notte di incazzatura e poi andare avanti. Il mercato? Il presidente ha detto che lo fa la società. L’importante è che io non venga tirato in mezzo alle scelte sui giocatori. La cosa più sbagliata sarebbe trasformare tutto in un alibi: bisogna andare oltre“.

Ma andare oltre, in questo momento, sembra tutt’altro che semplice. In casa Lazio il clima si fa sempre più pesante: tensioni interne, un mercato che stenta a decollare e risultati che non arrivano alimentano dubbi e malumori. La sconfitta contro il Como non è solo un passo falso, ma un campanello d’allarme che suona forte, imponendo riflessioni profonde su presente e futuro di una squadra che appare smarrita.

Orsi durissimo: “Lazio squadra finita e spenta, verrà superata anche dall’Udinese”

Intervento durissimo quello di Nando Orsi ai microfoni di Radio Radio Mattino – Sport & News. L’ex portiere biancoceleste non usa mezzi termini e fotografa una Lazio che, a suo giudizio, ha ormai esaurito la propria spinta propulsiva, dentro e fuori dal campo.

Questa è una squadra composta da giocatori che hanno esaurito il loro percorso a Roma. È una squadra spenta, finita, che aveva bisogno di essere rinnovata. La responsabilità è di tutti, la conseguenza di una mala gestione, di un mal modo di allenarsi e di essere allenata, i giocatori che vogliono andar via, le dichiarazioni del Presidente… La partita di ieri ha dimostrato che la Lazio farà un campionato da 10°/11° posto, verrà superata anche dall’Udinese“.

“Come si fa a dire che Sarri non ha responsabilità!?”

Nel mirino di Orsi finisce inevitabilmente anche Maurizio Sarri. L’ex numero uno biancoceleste contesta l’idea che il tecnico sia quasi esente da colpe: “Quando prendi Sarri ti aspetti anche un valore aggiunto, ma la Lazio quest’anno non ha fatto niente. Lavora nelle difficoltà, ma come si fa a dire che ha responsabilità vicine allo zero? Allora lo stipendio dovrebbe essere vicino lo zero. L’anno scorso – con Baroni – la Lazio ad una giornata dalla fine era in corsa per un posto in Champions League, dai“.

“Dovrebbero vergognarsi e scusarsi. Non sanno con che maglia hanno a che fare”

Orsi allarga poi il discorso al peso della storia e all’identità del club, mostrando tutta la sua amarezza: “Questa società ha 126 anni di storia e non merita tutto questo. Non lo merita dai giocatori, dall’allenatore e nemmeno dal presidente. Qui sembra che nessuno sappia davvero con che maglia ha a che fare. Gli unici che hanno chiaro cosa stanno vivendo sono i tifosi“.

Il tono si fa ancora più severo nel finale, quasi uno sfogo: “Dovrebbero chiedere scusa e vergognarsi, perché stanno facendo un campionato indegno. Invece si cercano alibi, come se fosse diventato normale. Ormai la Lazio è questa: una squadra che galleggia attorno al decimo posto. E sentire dire che “tanto nella storia è sempre stato così” è una sciocchezza“.

Parole che pesano come macigni e che restituiscono il clima di forte disillusione che circonda l’ambiente biancoceleste, sempre più distante da una squadra percepita come priva di identità, ambizione e prospettiva.