
Le comete, quei affascinanti corpi celesti che attraversano il nostro Sistema Solare come messaggeri del passato più remoto, potrebbero custodire la chiave dell’origine della vita sulla Terra. Sono veri fossili cosmici, rimasti praticamente inalterati per miliardi di anni: piccoli oggetti che non si sono mai aggregati in pianeti e che hanno conservato i materiali primordiali della formazione del Sistema Solare. Molti scienziati sono ormai quasi convinti che le comete abbiano svolto un ruolo fondamentale: portatrici di materiali prebiotici – molecole organiche complesse – da cui poi sarebbe potuta nascere la vita. Tra questi composti, spicca la glicina, il più semplice degli amminoacidi, individuata proprio grazie alla missione Rosetta. Non solo: le comete avrebbero contribuito a portare buona parte dell’acqua presente nei nostri oceani, acqua che non è tutta di origine terrestre.
Sono vere e proprie capsule del tempo: quando si avvicinano al Sole, i ghiacci sublimano formando la chioma e le code caratteristiche, rivelando al telescopio la loro composizione antica. E poi c’è l’ultimo arrivato: 3I/ATLAS, la terza cometa interstellare confermata, un visitatore proveniente da un altro sistema stellare, che ha attraversato il nostro Sistema Solare con un’orbita aperta e iperbolica. Un oggetto naturale, con un comportamento tipicamente cometario, ma che ci ricorda quanto lo spazio sia pieno di sorprese e di possibili collegamenti tra mondi lontani. Un viaggio tra scienza e meraviglia che ci invita a riflettere su chi siamo e da dove arriviamo, con lo stupore di chi guarda il cielo e si sente parte di qualcosa di immenso.
L’intervento di Monica Lazzarin, docente di Fisica e Astronomia all’Università di Padova, ai microfoni di Astrea, il futuro che verrà | Condotto da Rosanna Piras.









