Olio, “costa 8 euro produrlo ma lo pagano 4”: l’affondo di Monopoli e il conto che non torna

Da una parte le olive ancora sugli alberi, dall’altra i trattori in piazza. In Puglia la stagione della raccolta si apre nel mezzo della protesta. Secondo le rilevazioni Ismea, a Bari l’olio è sceso a circa 4,3 euro al chilo, contro i circa 9 del 2025. Il 5 ottobre circa 300 agricoltori hanno bloccato lo svincolo tra Bitonto e Palombaio, mentre la Regione ha stanziato 30 milioni di euro per alleggerire i costi di produzione. Gli olivicoltori puntano il dito contro le importazioni a basso costo, in particolare quelle dalla Tunisia.

Il conto che non torna

“A noi produttori ci costa dai 7 agli 8 euro, venderlo a 4 euro è una vergogna: non ci guadagniamo completamente, ci andiamo a rimettere”. Michele Monopoli, agricoltore di Bitonto molto seguito sui social, lo dice in diretta ai nostri microfoni senza giri di parole. Dietro quel numero c’è una lista di spese che non dà tregua: “Un operaio ci costa 100 euro col contributo, il gasolio ce l’hanno aumentato, i concimi costano quello che costano. Avendo questi prezzi non possiamo competere con questi paesi”.

Lo sguardo di Monopoli corre verso i porti, ma senza crociate contro l’olio straniero: “Anche negli altri paesi ci sono prodotti di eccellenza, in Marocco, in Tunisia: il problema è l’importazione incontrollata”. Quello che chiede sono regole: “Mettiamo un limite alla roba da importare. Altrimenti c’è una concorrenza sleale nei confronti del prodotto di qualità italiano”.

Dopo la raccolta

“Noi non vogliamo prestiti dallo Stato, i soldi ce li sappiamo guadagnare da soli. Però se il prodotto non ci viene pagato a giusto prezzo è ovvio che scendiamo in piazza”. Intanto la stagione corre e le olive vanno raccolte, ma chi lavora la terra guarda già oltre: “Le conseguenze saranno tutte nel prossimo anno: molte campagne andranno in abbandono e rovineranno anche il paesaggio. Non c’è un forse, è sicuramente così”.

Poi il pensiero va alle priorità di chi ha investito fino all’ultimo euro: “Qua dobbiamo pensare prima alla famiglia, oggi, come siamo messi, e poi a pagare i bollettini”.