Commissione Covid, al via la fase 2 ▷ Buonguerrieri: “Presto sarà la volta di Draghi, Speranza e Figliuolo”

Procede tra mille ostacoli il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Il 29 settembre è calendarizzata l’audizione del generale Francesco Figliuolo, il commissario straordinario che sostituì Domenico Arcuri, nominato ai tempi dal governo Conte. Nei prossimi mesi sono in programma anche le audizioni di Roberto Speranza, ministro della Salute in entrambi i governi dell’emergenza, e di Mario Draghi, chiamato a rispondere del proprio ruolo nella gestione della pandemia. Il 5 ottobre sarà invece la volta di Giuseppe Conte.

A tracciare il quadro dei lavori è Alice Buonguerrieri, che non usa mezzi termini nel descrivere il clima in cui la Commissione è chiamata a operare: “L’ostruzionismo non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana. Abbiamo iniziato 2 anni e mezzo in ritardo i lavori, e ancora oggi le sinistre si presentano soltanto per ostacolare le indagini”.
Le audizioni più attese, spiega, arrivano in fondo alla lista non per scelta politica ma per un criterio cronologico: “Siamo andati avanti con un criterio temporale, questo è il motivo per cui ovviamente queste persone vengono dopo altre, niente di più. La commissione non è un plotone d’esecuzione nei confronti di qualcuno, come Conte vorrebbe narrare, ma anzi è uno strumento di verità e giustizia”.

Sul fronte politico, Buonguerrieri denuncia l’isolamento di Fratelli d’Italia nel portare avanti il lavoro d’inchiesta: “È mai possibile che di fronte a fatti gravi che coinvolgono tanti soldi pubblici e la salute dei cittadini italiani solo Fratelli d’Italia, solo il centrodestra abbia desiderio di arrivare fino in fondo? Che fine ha fatto quella sinistra paladina della trasparenza, il Movimento 5 Stelle che diceva che voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno?”.
Un affondo che si accompagna a un bilancio amaro sul confronto interno alle Camere: nei colloqui privati con i colleghi, racconta, prevale “un atteggiamento abbastanza di chiusura e coerente con se stesso. Non c’è volontà di approfondire”.

Il nodo più delicato riguarda i confini del potere della Commissione, che può far emergere fatti ma non trasformarli automaticamente in azione penale: “Al momento non ci risulta che la procura si stia interessando di quelli che sono fatti gravi e nuovi”.
Alcune vicende, precisa, sono già state archiviate senza che le persone coinvolte fossero mai sentite dall’autorità giudiziaria; altre, emerse proprio grazie al lavoro della Commissione, non sono ancora state toccate da alcuna indagine. “La cosa, devo dire, a me personalmente lascia abbastanza basita”. La strada indicata è quella della relazione finale: “Quello che faremo è la relazione che comporremo a chiusura dei lavori, se non prima, sicuramente alla fine dei lavori, anche in procura, perché tutti gli organi di Stato siano informati sui fatti gravi che possono costituire ipotesi di reato”.
Un impegno che Buonguerrieri chiude senza ambiguità: “Non tralasceremo nessun percorso che conduca alla verità e, certamente, anche al fatto che se c’è qualcuno che ha commesso un reato, paghi per quello che ha fatto”.

Nel video l’intervista completa.