Il 17 agosto segna un anniversario particolare per Roberto Vannacci: tre anni fa usciva la recensione di Matteo Pucciarelli su Repubblica che, criticando duramente Il mondo al contrario, ne innescò il boom di vendite. In diretta il generale ed europarlamentare ha ripercorso quell’episodio con toni ironici, prima di passare ai temi del giorno: la crescita di Futuro Nazionale, la spesa militare, il prezzo del carburante e la guerra in Ucraina.
Il “Pucciarelli Day”: dal flop editoriale al caso nazionale
Vannacci ha ricordato che il libro, uscito il 10 agosto 2023 in autoproduzione su Amazon e senza alcuna promozione, aveva venduto appena un centinaio di copie prima dell’articolo di Pucciarelli. Dopo la pubblicazione della recensione critica, le vendite sarebbero schizzate a quasi 17.800 copie in un solo giorno, e altre 16.800 il giorno successivo, per un totale di circa 100mila copie in una settimana.
Con tono scherzoso, il generale ha ironizzato sulle accuse di presunte ingerenze russe rivolte a lui in passato, rilanciando la battuta verso lo stesso Pucciarelli: se c’è chi sospetta finanziamenti esteri dietro personaggi politici, allora – ha detto per gioco – si potrebbe chiedere anche a lui conto delle sue “tendenze politiche di sinistra”.
“140mila iscritti, superata la Lega in molte regioni”
Dal libro alla politica: Vannacci ha ricordato il proprio percorso, dall’attività nelle forze armate – dove è stato generale di divisione – fino alla candidatura alle Europee, dove sarebbe risultato l’eurodeputato italiano più votato dopo Giorgia Meloni. Dopo l’addio alla Lega, la fondazione di Futuro Nazionale, che secondo il generale rappresenterebbe “l’unica vera novità politica degli ultimi 15 anni” nel panorama italiano.
Tra i dati citati in diretta:
- oltre 140mila iscritti al partito
- sondaggi sopra il 7%
- il partito avrebbe superato per numero di iscritti Forza Italia, Lega e PD in diverse regioni
Secondo Vannacci, sia la maggioranza di governo che l’opposizione temerebbero la crescita di Futuro Nazionale, ciascuna per ragioni opposte: il centrodestra per il rischio di perdere consenso, il centrosinistra perché il partito starebbe ampliando il bacino elettorale della destra invece di dividerlo.
Riarmo, gasolio e Ucraina: “Fare gli interessi dell’Italia”
Il passaggio più duro del collegamento ha riguardato la politica estera. Da generale, Vannacci ha preso le distanze da posizioni militariste, definendo ingiustificato l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del PIL in assenza – a suo dire – di una minaccia reale di invasione russa. Ha proposto di destinare quelle risorse a sanità, sicurezza interna e piccole e medie imprese.
Sul carovita energetico, il generale ha collegato l’aumento del prezzo del gasolio (oggi sopra i 2 euro al litro, contro l’1,50 del 2018 a parità di prezzo del petrolio) alla fine delle esportazioni russe di prodotti raffinati verso l’Europa, a sua volta legata – secondo la sua ricostruzione – agli attacchi ucraini alle raffinerie russe condotti anche con droni finanziati dall’Occidente.
Da qui l’invito a fermare l’invio di armi e fondi a Kiev, citando come esempio Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e in parte la Repubblica Ceca, che pur facendo parte di NATO e UE avrebbero interrotto il sostegno militare, e la Turchia, che non applicherebbe le sanzioni occidentali alla Russia pur essendo membro NATO.
Sulle crisi internazionali in generale – Ucraina, Iran, Medio Oriente – la posizione espressa è netta: “le guerre si finiscono vincendole o negoziandole”, e dopo quattro anni di conflitto sarebbe secondo lui il momento di trattare una pace, prima che le condizioni peggiorino ulteriormente per Kiev.
Il programma economico: “Un’Italia di proprietari, non di dipendenti”
Chiusura dedicata al programma economico di Futuro Nazionale, che il generale ha definito frainteso da chi si sarebbe concentrato solo su temi identitari (remigrazione, “patriarcato mediterraneo”, abolizione della legge Mancino) trascurando i contenuti economici: riduzione del cuneo fiscale, quoziente familiare, sostegno al made in Italy e un modello di partecipazione dei dipendenti agli utili d’impresa, per trasformarli – nelle sue parole – “da proletari a piccoli proprietari”.
Sul fronte fiscale, Vannacci ha richiamato la curva di Laffer per sostenere che un abbassamento delle tasse, oltre una certa soglia già superata in Italia, produrrebbe un aumento e non una diminuzione del gettito fiscale.










