“Curare il diabete con lo zucchero”: così Picerno spiega il riarmo europeo

Mi è stato segnalato puntualmente un recente intervento di Pina Picerno, instancabile paladina del liberal progressismo sotto cupola atlantista. Il discorso della Picerno in sostanza era il nulla impastato con il niente, una sorta di retorica motivazionale per anime belle priva di coscienza politica e di consapevolezza storica. Un passaggio più di altri ha attirato magneticamente la mia attenzione. La paladina della sinistra neoliberale ha dichiarato, senza perifrasi, che l’Europa deve essere armata per poter difendere strenuamente la pace.

Il paradosso del riarmo per la pace

In sintesi, l’onorevole Picerno sostiene il necessario riarmo dell’Europa spiegando, come se fosse la cosa più ovvia del mondo, che detto riarmo è in ultima istanza funzionale alla pace. L’effetto paradossale che scaturisce dalle parole di Pina Picerno è del tutto simile a quello del medico che consigliasse massicce dosi di zucchero per sconfiggere il diabete o, se preferite, a quello del pompiere che spiegasse che ci vogliono taniche piene di benzina per domare l’incendio.

Ebbene sì, Giorgio Orwell era un dilettante, considerato che la nostra realtà presente ha superato di diverse misure le sue più agghiaccianti distopie.

Misologia e il vero nemico secondo Fusaro

Purtroppo i discorsi di Pina Picerno, e non solo i suoi a dire il vero, sono quasi sempre animati da quella che, nel Fedone, Platone chiamava misologia, ossia lo spregio per il logos come capacità di ragionare criticamente. Picerno seguita senza tregua ad alimentare la più radicale retorica russofobica, quando ormai tutti dovrebbero sapere già da tempo che il nostro nemico in realtà non è a Mosca e non è a Pechino: il nostro nemico infatti è oggi a Bruxelles e a Washington.

La nostra è in effetti l’epoca della misologia, Platone docet, e del cogito interrotto, come potremmo dire con una variazio rispetto al noto teorema di René Descartes. Tutti calcolano e nessuno più pensa, a ogni latitudine prevale la barbarie degli slogan senza riflessione critica, buoni a circolare strenuamente e senza limiti sulla rete, buoni a rendere chi li pronunzia un influencer, secondo una delle categorie oggi più in auge. Ciò che manca sempre comunque è la capacità di riflettere criticamente utilizzando la propria testa, ovvero il lumen naturale, come unico criterio di orientamento. Quando tutti pensano allo stesso modo come oggi accade, è perché nessuno più in realtà sta pensando.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro