L’audizione più attesa della Commissione Covid è arrivata. Giuseppe Conte, dopo peripezie infinte sulle sue dimissioni da commissario, è stato sentito ieri dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, presieduta da Marco Lisei, in un’audizione durata diverse ore. Il premier dell’era Covid ha prima fatto un lungo intervento nella prima parte dell’audizione. Poi sono cominciate le domande dei commissari. Tra le domande più insistenti quelle del deputato Francesco Filini, di Fratelli d’Italia, che ha ripercorso la posizione del Movimento 5 Stelle su Green Pass e obbligo vaccinale negli anni del governo Draghi.
Lo scontro sul Green Pass
Filini ha contestato a Conte una presunta incoerenza tra le posizioni attuali e quelle espresse nel settembre 2021. “Lei ha detto che voi eravate contro l’obbligo vaccinale, anzi eravate per la libertà vaccinale, e che l’obbligo era stato voluto da Draghi. Già il fatto che i provvedimenti che poi quel Governo portava in aula venivano votati anche dal Movimento 5 Stelle dovrebbe bastare a smentire quello che ha detto, perché se eravate contrari non si capisce perché votavate a favore di quei provvedimenti che poi hanno messo il Green Pass, hanno messo l’obbligo vaccinale, cose che adesso lei dice di essere contrario”. Il parlamentare di FdI ha inoltre richiamato una nota dei commissari del M5S che criticava duramente l’attuale esecutivo per il condono delle sanzioni ai sanitari non vaccinati.
“Non avrei in realtà domande da fare se non questa – conclude Filini – se non prova un po’ di imbarazzo ogni volta ad essere smentito da se stesso”.
Conte ha respinto la ricostruzione distinguendo Green Pass e obbligo vaccinale over 50.
“Il Green Pass mi è sembrata una scelta sostenibile. Perché il Green Pass…è la logica, noi diciamo giuridicamente, dell’onere. E l’ho anche detto in qualche dichiarazione. Cosa significa? Lo diciamo perché ai cittadini queste cose vanno spiegate, sennò dicono: mi imponete, mi fate, mi dite. La logica dell’onere che cos’è? I giuristi una volta lo chiamavano dovere libero. Caro cittadino, cara cittadina, tu sei contrario al vaccino e allora puoi avere il privilegio di non fartelo, oppure la libertà di non sottoporti al vaccino, però non puoi pretendere di andare nei luoghi di aggregazione e conservare le tue convinzioni nel momento in cui possono incrociare poi anche il rischio per altri. Io non ho mai detto che chi non è vaccinato è portatore di virus, su quelle castronerie lì che pure alcuni governanti in giro hanno detto”.
Sull’obbligo per gli ultracinquantenni, l’ex premier ha invece rivendicato di essersi opposto, riferendo di aver “convinto Draghi a non insistere” dopo un colloquio telefonico.
Nel video la domanda di Filini e la risposta di Conte.










