“Ora decide il Colle”, commenta il ministro Tajani.
Con il placet di Giorgia Meloni, Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere 72enne condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver inseguito e ucciso due ladri dopo una rapina al suo negozio.
«Riteniamo – scrive il centrodestra in una nota congiunta – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».
Centrodestra compatto
Il caso ha acceso in poche ore l’intero centrodestra. La condanna definitiva, arrivata martedì dalla Cassazione, chiude una vicenda giudiziaria aperta il 28 aprile 2021, quando Roggero, dopo una rapina nel suo negozio di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, inseguì i banditi in fuga uccidendone due e ferendone un terzo. In appello la pena era già stata ridotta a 14 anni e 9 mesi, cifra confermata anche nell’ultimo grado di giudizio insieme alle provvisionali stabilite in sentenza, pari a 480mila euro.
La mobilitazione politica era partita ancora prima della sentenza definitiva. Matteo Salvini aveva rivolto un primo appello social al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo la grazia per il gioielliere e ribadendo la necessità di ampliare i confini della legittima difesa. Sulla stessa linea si è mosso il ministro della Difesa Guido Crosetto, che su X ha parlato di una giurisprudenza che negli anni avrebbe finito per stravolgere lo spirito delle leggi, permettendo scarcerazioni rapide anche in casi ben più gravi.
Tajani, a margine di un punto stampa, ha spiegato di aderire alla proposta dei gruppi parlamentari di Forza Italia e del resto della coalizione, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, chiarendo comunque che la decisione ultima spetterà al Quirinale. Anche al Senato la vicenda ha avuto un’eco diretta: i senatori della Lega hanno esposto in Aula cartelli con la foto di Roggero, mentre il capogruppo Giorgio Maria Bergesio ha rivolto un nuovo appello a Mattarella chiedendo che il gioielliere torni presto libero.
La posizione vannacciana
Non tutti, però, condividono l’iniziativa del governo. Dal fronte di Futuro Nazionale, il capogruppo alla Camera Edoardo Ziello ha parlato di un’operazione ipocrita, ricordando che lo stesso centrodestra aveva bocciato l’emendamento del suo partito che proponeva di superare il criterio di proporzionalità tra difesa e offesa. Critiche sono arrivate anche dal Partito Democratico piemontese, con Domenico Rossi e Gianna Pentenero che hanno contestato a Cirio di occuparsi del caso Roggero mentre trascura, a loro dire, i temi della sanità e dei trasporti regionali.
Nel frattempo Dante Roggero, fratello del gioielliere, ha confermato che l’uomo si costituirà non appena arriverà l’ordine di carcerazione, senza ancora sapere in quale istituto. Lo stesso Mario Roggero, dopo la sentenza, aveva affidato ai social un messaggio carico di amarezza, definendo la condanna una sorta di ergastolo mascherato e affidando ai suoi sostenitori il compito di farsi voce della sua battaglia.
A rendere ancora più delicato il quadro normativo, proprio il giorno precedente alla sentenza il governo aveva approvato un articolo del nuovo decreto sicurezza che modifica il codice civile: chi subisce una rapina o una violenza sessuale e provoca un danno nel reagire non sarà più tenuto a risarcire l’aggressore. Una norma che, secondo i promotori, va nella stessa direzione della richiesta di grazia, ma che i critici giudicano insufficiente a evitare casi come quello di Grinzane Cavour.
Ora la parola passa al Quirinale, che dovrà valutare l’istruttoria trasmessa da Via Arenula. Nei prossimi giorni si capirà se la richiesta, sostenuta da un fronte politico compatto ma non unanime, troverà accoglimento.











