Vannacci, saluto romano e Bella Ciao a Viareggio: vi svelo il vero nemico che nessuno nomina

Al suo arrivo a Viareggio, il prode generale Vannacci, fondatore del partito Futuro Nazionale, è stato accolto non molti giorni addietro da uno sparuto gruppo che ha intonato, in un’aria davvero molto originale, la canzone Bella Ciao. In risposta, il prode generale avrebbe fatto un altrettanto innovativo saluto romano agli originalissimi cantanti, secondo quanto riportato da diverse testate.

Nel suo complesso la scena non può che apparire demenziale, se non manicomiale: essa ci restituisce una fotografia allucinante del nostro travagliato, tumultuoso e sventurato presente. Ebbene sì, l’Italia del 2026 è ancora incagliata nella contrapposizione tra Bella Ciao e i saluti romani. È l’apice della subalternità e dell’alienazione.

L’antifascismo senza fascismo, l’anticomunismo senza comunismo

Come non mi stanco di evidenziare ad nauseam, l’antifascismo in assenza di fascismo a sinistra e l’anticomunismo in assenza di comunismo a destra figurano oggi come una vera e propria peste ideologica. Sono, più precisamente, le due protesi ideologiche essenziali della riproduzione del fanatismo turbo-capitalistico del libero mercato.

Mentre sulle piazze i capponi di Renzo si scontrano dividendosi tra fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti, la plutocrazia neoliberale sans frontières continua indisturbata a compiere le proprie nefande malefatte, quasi incredula di vedere il gregge tanto subalterno e tanto disposto a subire in silenzio, con ebete euforia e con stolta letizia.

La vera contraddizione non è destra o sinistra: è il capitale

Mentre gli sciocchi militanti di destra pensano che la contraddizione oggi sia il comunismo, e mentre gli sciocchi militanti di sinistra pensano che la contraddizione oggi sia il fascismo, il mercato turbo-capitalistico seguita a esercitare la sua immane violenza ai danni tanto degli uni quanto degli altri.

La stessa dicotomia di destra e sinistra serve oggi soltanto a questo: non solo come ostacolo epistemologico alla comprensione del reale diagramma dei rapporti di forza e delle contraddizioni egemoniche, ma anche a fare sì che per la destra il nemico non sia il capitale ma la sinistra, e che per la sinistra il nemico non sia il capitale ma la destra.

Questo è il paradosso del nostro tumultuoso presente, in cui il turbo-capitalismo finanziario non è di destra o di sinistra, o se preferite è tutte e due le cose insieme: del tutto simile a un’aquila con doppia apertura alare che vola alta grazie all’alternanza senza alternativa tra una destra e una sinistra ugualmente funzionali alla riproduzione turbo-capitalistica.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro