Migrante atterrato: Bianchi – Duranti a confronto ▷ “Attenti: strumentalizzazione ambo i lati”

San Benedetto del Tronto, sabato sera, lungomare affollato di fronte alla Palazzina Azzurra. Il traffico rallenta, poi si ferma del tutto: un uomo è fermo in mezzo alla carreggiata, sulle strisce pedonali, e discute animatamente con un automobilista. Non è la prima volta che accade in città in quei giorni: poche ore prima lo stesso uomo, un cittadino iracheno senza fissa dimora accampato dietro la chiesa della Madonna del Suffragio nel quartiere Ponterotto, aveva bloccato la viabilità sulla strada del Ponterotto e poi lungo la statale Adriatica, dopo che gli operatori della PiceAmbiente, durante un intervento di pulizia del quartiere, gli avevano portato via tenda, materasso e effetti personali. Nel pomeriggio l’uomo aveva già avuto un contatto con le forze dell’ordine, che lo avevano denunciato a piede libero per le resistenze opposte agli agenti.

È in questo scenario già teso che, in serata, entra in scena Giuseppe Barboni, trentottenne imprenditore piceno, iscritto al movimento Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci e noto localmente per un profilo pubblico costruito attorno alla parola d’ordine “tolleranza zero” — lo slogan con cui aveva provato, senza riuscirci, a candidarsi a sindaco della città. Barboni, che si presenta come amministratore delegato di una società attiva nel settore del lusso e vanta un passato da atleta di lotta greco-romana, si trova a passare da quelle parti dopo, a suo dire, essersi fermato per un gelato. Vede l’uomo bloccare il traffico, scende, e il confronto verbale degenera rapidamente: prima scaraventa lontano dalla strada la bicicletta dell’iracheno, poi lo atterra con una tecnica di lotta e lo colpisce con una serie di pugni al volto, facendolo sbattere contro un palo. La scena, filmata da un passante, viene diffusa dallo stesso Barboni sui propri profili social poche ore dopo, accompagnata da una didascalia in cui rivendica di essere stato “particolarmente tranquillo” e descrive l’uomo come qualcuno che “da mesi tormenta la città”.

La pubblicazione sui social

Il video diventa virale nel giro di poche ore, e con esso si apre un doppio livello di reazione: da un lato quello istituzionale, dall’altro quello, più acceso, del dibattito pubblico e politico. Il sindaco di centrodestra Nicola Mozzoni interviene sui social con un messaggio netto: “Niente si può e si deve risolvere con la violenza”, ribadendo che l’amministrazione resta “sempre schierata con le istituzioni e nella legalità” e che i problemi di sicurezza e decoro urbano vanno segnalati e gestiti dalle autorità competenti, non affrontati con la giustizia fai-da-te. Posizione condivisa, nelle ore successive, anche da esponenti dell’opposizione comunale e da diverse sigle politiche locali, mentre da più parti — compresi alcuni movimenti di area moderata — arriva una richiesta esplicita rivolta a Vannacci: prendere pubblicamente le distanze dall’episodio, vista la tessera di Futuro Nazionale nelle tasche di Barboni. Al momento in cui si scrive, dal leader del movimento non risulta però alcuna dichiarazione ufficiale sulla vicenda, mentre pagine e profili vicini all’area politica di destra hanno rilanciato il video raccogliendo anche numerosi messaggi di sostegno.

Frame del video pubblicato da Barboni

“Ho fatto quello che bisognava fare”

Sul fronte opposto, la stessa diffusione social del filmato ha innescato un lavoro di verifica sul profilo pubblico di Barboni, che nei giorni successivi emerge frastagliato: dalle società di famiglia risultate, fino a poco tempo fa, senza dipendenti né bilanci depositati, alle affermazioni sulla propria carriera e sui propri titoli di studio che diverse testate hanno messo in discussione. Intervistato da più giornali nelle ore successive alla diffusione del video, Barboni non ritratta e rivendica il proprio gesto — “ho fatto quello che bisognava fare“, dichiara al Corriere della Sera — respingendo le accuse di squadrismo sollevate da alcuni commentatori sui social e sostenendo di aver agito temendo che l’uomo, particolarmente agitato, potesse essere armato. Riguardo a un eventuale confronto con Vannacci, precisa di non averlo ancora sentito, pur descrivendolo come una conoscenza diretta.

Sul piano giudiziario, la polizia di San Benedetto ha avviato gli accertamenti sul luogo dell’aggressione, raccogliendo testimonianze e materiale video in vista di una relazione che verrà trasmessa alla Procura di Ascoli Piceno. Alla data attuale, l’uomo iracheno aggredito non risulta aver ancora sporto denuncia nei confronti di Barboni, e nessuna misura cautelare o contestazione formale di reato è stata resa nota nei suoi confronti. Restano dunque aperti, in parallelo, due piani distinti ma intrecciati: quello penale, che dovrà stabilire eventuali responsabilità e reati configurabili nella dinamica dell’aggressione, e quello politico-mediatico, che nelle stesse ore ha riportato al centro del dibattito nazionale il tema della sicurezza urbana, della gestione dei senzatetto e del confine — spesso evocato ma raramente definito con chiarezza — tra il disagio reale di chi vive quotidianamente certe situazioni di degrado e il rischio di una giustizia sommaria affidata alla forza fisica del singolo cittadino.

Nel video il confronto a “Un Giorno Speciale” tra Fabio Duranti e Giorgio Bianchi.