Fatica a produrre gioco, qualità individuali a pacchi, grande forza mentale e attitudine al sacrificio collettivo: è l’Argentina di Scaloni, che anche stavolta si nutre della propria sofferenza e, come se ormai fosse un dato rituale, lascia lungo la strada un avversario furibondo con l’arbitro.
3 – 1 dopo 120′ complicati e polemici, contro una Svizzera che nei 90′ riesce a pareggiare con Ndoye il vantaggio iniziale di Mac Allister e poi vende cara la pelle in dieci, causa simulazione di Embolo decretata dal VAR, quindi niente giallo a Paredes e seconda ammonizione per lo svizzero. Così è, se vi pare.
Minuto 112: Julian Alvarez su carta millimetrata, con un destro all’incrocio dallo spigolo opposto dell’area, poi Lautaro in contropiede, sotto gli occhi di Zanetti, Kempes, Tevez, Lavezzi. Un po’ più in alto Maradona, che ovunque sia ora ritrova l’Inghilterra, in semifinale.
Svizzera coriacea anche se poco pericolosa in avanti, Mondiale comunque da applaudire; Albiceleste che si trova al bivio dei destini, dove Kane e Bellingham presidiano il sentiero che porta a New York.










