C’è chi per gli auguri sceglie un mazzo di fiori, chi una telefonata istituzionale, chi un tweet compassato. E poi c’è Osho, che per gli 85 anni di Sergio Mattarella ha pensato bene di tirare fuori dal cilindro Nicole Minetti in versione Marilyn Monroe, intenta a sussurrare un “happy birthday” che more che un omaggio suona come una staffilata.
Il riferimento, per chi mastica un minimo di storia del costume, è quello leggendario: il 19 maggio 1962, al Madison Square Garden, Marilyn Monroe si presentò davanti a John Fitzgerald Kennedy avvolta in un abito aderentissimo e intonò un “Happy Birthday, Mr President” diventato da allora sinonimo assoluto di serenata ambigua, sensuale e politicamente carica. Osho prende quella scena, la ricicla, e la incolla addosso al Quirinale con un tempismo che più perfido non si può.
Perché se la costruzione del video strizza l’occhio alla storia del cinema, il bersaglio è squisitamente contemporaneo. Nicole Minetti, per chi in questi mesi ha seguito le cronache, non è un nome scelto a caso: è lei la protagonista della grazia concessa proprio da Mattarella lo scorso febbraio “per motivi umanitari”, un provvedimento che una volta reso pubblico, in aprile, ha scatenato un piccolo terremoto politico e mediatico, tra polemiche sulle tempistiche, sulle motivazioni ufficiali e su chi sapesse cosa e quando. Vederla oggi “cantare” per il compleanno del Presidente che l’ha graziata è precisamente il tipo di cortocircuito che rende la satira di Osho godibile anche a chi di solito storce il naso davanti all’ironia politica più tagliente.
Il genio del biglietto d’auguri, se così si può chiamare, sta tutto nel non dire nulla esplicitamente e nel dire tutto per accostamento. Non c’è una battuta, non c’è una didascalia sferzante: basta la scelta dell’interprete, basta la citazione visiva, e il pubblico completa da solo il ragionamento. È la stessa cifra stilistica che ha reso Osho un punto di riferimento della satira italiana sui social negli ultimi anni: mai un attacco frontale, sempre un’allusione costruita con cura, lasciata decantare nel meme perché sia il lettore a fare l’ultimo passo.
Va detto che gli auguri “ufficiali” a Mattarella per l’85esimo compleanno, il 23 luglio scorso, sono arrivati puntuali da tutto l’arco politico, premier compresa, con il consueto repertorio di formule istituzionali e fotografie di circostanza. Ma sono proprio quella patina di ufficialità e quel silenzio composto sul caso Minetti a rendere il controcanto di Osho così efficace: non è una parodia del Presidente, è una parodia del non detto che gli ruota intorno.










