Putin lo dice a Trump: nessun piano russo contro l’Europa

In una sua recente conversazione con l’imperatore a stelle e strisce Donald Trump, Vladimir Putin, presidente della federazione russa, ha detto espressis verbis che non esiste alcun piano russo per aggredire l’Europa. Insomma, una volta di più la Russia chiarisce senza ambagi la propria estraneità a ogni volontà di guerra con l’Europa. Lo aveva già fatto più volte in passato in verità e ora torna a ribadirlo con enfasi. Quod erat demonstrandum, come voleva si dimostrare.

Il rovesciamento orwelliano di Bruxelles

Perché allora gli araldi del verbo unico europeisticamente corretto seguitano senza posa da mesi a sostenere che Putin è in procinto di aggredire l’Europa? Perché vanno ripetendo a tambur battente che la Russia cerca in ogni modo il conflitto con l’Europa? La ragione è semplice quanto sconvolgente. Agiscono in quel modo da che sono loro, gli eurocrati delle brume di Bruxelles, gli austerici di quel tempio vuoto che è l’Unione Europea, a volere in ogni modo il conflitto con la Russia di Putin. Fingendo tuttavia, in maniera massimamente ipocrita, che sia la Russia stessa a cercare la guerra.

Questa narrazione mendace serve ai caporioni di Bruxelles per poter contrabbandare presso l’opinione pubblica millimetricamente manipolata l’idea che l’Unione Europea si sta solo attrezzando in vista della propria difesa al cospetto dell’attacco imminente da parte dei russi. Nella più perfetta attuazione del programma di 1984 di Orwell assistiamo a un rovesciamento tra parole e cose, la guerra è pace, l’attacco è difesa.

Così si spiegano allora le demenziali piazze a sostegno del riarmo e gli altrettanto demenziali piani per il Rearm Europe, poi ribattezzato Preserving Peace, ma poi anche la manicomiale propaganda bellicista e russofobica che contrassegna ormai da anni un’Unione Europea sempre più in preda a manie suicidarie. Va detto che se mai dovesse esservi una guerra con la Russia di Putin, ebbene questa guerra si risolverebbe de facto in una sconfitta immediata per l’Europa stessa, degna soltanto della batracomiomachia di greca memoria. In questo senso, in quanto serva sciocca di Washington, l’Unione Europea riesce a rivelarsi più realista del re.

L’Europa, una gabbia di ciechi

Se Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, ha compreso con sobrio realismo l’impossibilità di sconfiggere sul campo la Russia e dunque l’esigenza ob torto collo di scendere a compromessi con la Russia stessa, l’Unione Europea si ostina follemente a cercare in ogni guisa il conflitto. A cagione di ciò l’Unione Europea figura oggi come una gabbia di matti, del tutto simile alla parabola dei ciechi, pittoricamente tratteggiata da Bruegel il Vecchio. Una colonna di ciechi che segue un cieco e che, guidata da quest’ultimo, precipita rovinosamente nel baratro.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro