Il dado è tratto, Donald Trump abbandona Kiev

Nei suoi ultimi interventi Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l’imperatore a stelle e strisce, ha fissato alcuni punti che meritano di essere, pur telegraficamente, richiamati.

Anzitutto, Trump ha chiarito che Washington non sarà più dalla parte di Kiev. Sembra, a tutta prima, un paradosso, se si considera che la guerra d’Ucraina nacque proprio per volontà di Washington, che adoperò il guitto di Kiev, attore nato con la N maiuscola, come testa d’ariete contro la Russia, con il chiarissimo obiettivo di piegare quest’ultima alla dominazione made in USA. Era il vecchio sogno americano, vivo fin dagli anni Novanta, di neutralizzare la potenza resistente della Russia dopo l’ingloriosa caduta dell’Unione Sovietica.

Il ‘realismo’ trumpiano

Con sobrio realismo, Donald Trump ha tuttavia compreso l’irrealizzabilità di questo progetto malsano. La Russia, infatti, non è disposta a genuflettersi all’imperialismo americano, essendo anzi pronta a difendere fino in fondo la propria sovranità culturale, economica, politica e militare. A cagione di ciò, il guitto di Kiev, Zelensky, è stato abbandonato da Washington, proprio come vengono gettati nelle fiamme i burattini malcapitati del famelico burattinaio Mangiafuoco allorché non servono più.

In secondo luogo, Donald Trump, che ha recentemente sentito telefonicamente Vladimir Putin, ha sostenuto che quest’ultimo desidera porre rapidamente fine al conflitto. Insomma, la Russia non ha alcun interesse a far proseguire oltre la guerra, già durata per troppo tempo. Ben altrimenti sembra operare l’attore nato con la N maiuscola, sponsorizzato da Bruxelles. Zelensky, infatti, seguita ad adoperarsi in ogni guisa per far sì che il conflitto prosegua e non si addivenga mai alla pace, anche perché, se si ponesse fine alla guerra, egli dovrebbe essere giudicato dal suo popolo per le troppe malefatte che ha compiuto in questi anni.

Insomma, a conti fatti, chi è oggi il reale responsabile della prosecuzione della guerra, se non il guitto di Kiev, supportato indecorosamente da Bruxelles? Questa è la realtà dei fatti che emerge con limpido profilo da una disamina attenta dei rapporti di forza del nostro presente. In effetti, che Donald Trump voglia abbandonare l’Ucraina al suo destino appare abbastanza evidente e, anzi, persino sensato. Che senso ha, infatti, che Washington continui a supportare l’Ucraina se l’Ucraina ha rivelato di non essere in grado di favorire il sogno di Washington, quello di accerchiare la Russia e, infine, di farla capitolare?

Con un realismo spietato e cinico, Trump non può far altro che abbandonare l’attore nato con la N maiuscola al suo miserrimo destino.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro