Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato pubblicamente di aver contattato la FIFA per chiedere una revisione del cartellino rosso inflitto a Folarin Balogun durante i Mondiali.
Balogun, attaccante della nazionale americana e suo miglior marcatore nella competizione, era stato espulso con un rosso diretto nella partita del turno preliminare contro la Bosnia ed Erzegovina. L’espulsione aveva comportato la squalifica automatica per la gara successiva, gli ottavi di finale contro il Belgio in programma lunedì 6 luglio. Pochi giorni dopo l’incontro, la FIFA ha deciso di sospendere la squalifica di Balogun, permettendogli di scendere in campo regolarmente contro i belgi. Si tratta di una scelta molto rara: l’ultima volta che la federazione internazionale aveva annullato una squalifica per espulsione diretta ai Mondiali risaliva al 1962.
Oggi, durante una conferenza alla Casa Bianca, Trump ha definito l’azione arbitrale “molto sospetta” e “ingiusta”, sostenendo che non si trattava nemmeno di un fallo vero e proprio. Il presidente americano ha ammesso di aver parlato con la FIFA: “Mi stai chiedendo della faccenda del calcio? Beh, sì, l’ho fatto. Ho parlato con Gianni, una figura molto rispettata. Ho chiesto una revisione da parte della FIFA”.
La decisione della FIFA ha subito suscitato polemiche. Da un lato, la nazionale statunitense potrà contare sul suo attaccante più in forma per una partita cruciale. Dall’altro, l’intervento diretto di un capo di Stato su una questione disciplinare sportiva solleva interrogativi sul rapporto tra politica e calcio e sull’indipendenza delle decisioni arbitrali e disciplinari della federazione.
La replica di Infantino
E’ arrivata dopo un paio di ore la dichiarazione ufficiale del presidente FIFA Gianni Infantino.
““Ho letto i commenti pubblici riguardo alla decisione del Comitato di Disciplina indipendente della FIFA relativa alla squalifica di Folarin Balogun, e vorrei ribadire un principio fondamentale della governance della FIFA”.
“Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio, e questo deve sempre essere rispettato”.
“Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su molte questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che c’era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso nel momento dovuto dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della FIFA, ed è un principio che difenderò sempre”.
“Leggo le decisioni del Comitato di Disciplina della FIFA quando vengono emesse. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo con esse, e a volte non lo sono”.
“Quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della FIFA in ogni momento.”










