Biolab Ucraina, gli USA fanno saltare il banco: “Fauci mentì” ▷ “Disinnescata la propaganda europea”

Il 12 giugno l’ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti ha pubblicato documenti declassificati che confermano l’esistenza di una rete di oltre 120 biolaboratori finanziati da Washington in più di 30 paesi, di cui oltre 40 situati in Ucraina. La mossa porta la firma di Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell’intelligence americana, che ha annunciato le proprie dimissioni il 22 maggio scorso con effetto dal 30 giugno, ufficialmente per dedicarsi alla malattia del marito.

Secondo i documenti, i laboratori lavoravano con agenti patogeni pericolosi, e almeno 12 conducevano ricerche su esseri umani. Quattro strutture sono costate oltre nove milioni di dollari ai contribuenti americani. Diversi laboratori erano coinvolti nella ricerca gain-of-function, la pratica di potenziamento genetico dei virus, con scarsa supervisione.

Chi aveva negato e chi aveva ragione

Nel comunicato ufficiale, Gabbard accusa esplicitamente l’establishment: Victoria Nuland aveva definito le preoccupazioni sui biolab “una classica tecnica russa” dinanzi al Senato nel marzo 2022, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki le aveva bollate come “assurde”. Il dottor Anthony Fauci e funzionari del team di sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden vengono citati tra coloro che avrebbero mentito sull’esistenza dei laboratori e “minacciato chi tentava di rivelare la verità“.

La Russia denunciava queste strutture dal 2022

Mosca sollevava la questione già dall’inizio del conflitto. Come osserva Giorgio Bianchi in diretta, “noi lo rivedremo fino alla nausea: i cosiddetti complottisti, quelli che in realtà svelano i complotti, quando passa un po’ di tempo le tesi ben documentate risultano essere quasi sempre vere“. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha definito le rivelazioni di Gabbard “il primo passo verso un pieno riconoscimento” di quanto Mosca denuncia da anni nelle sedi internazionali.