“Il tuo numero di telefono vale soldi – e lo stanno vendendo in questo momento”

Il tuo numero di telefono è in vendita adesso, mentre leggi. Algoritmi lo comprano e rivendono, i call center illegali lo usano, e la legge arranca da 25 anni.

Mentre leggete questo articolo, algoritmi automatizzati stanno vendendo e rivendendo numeri di telefono al miglior offerente. Il telemarketing selvaggio ha cambiato pelle: non usa più numeri falsi facilmente riconoscibili, ma numeri reali, messaggi WhatsApp e chiamate dall’estero. Il risultato è che il cittadino medio riceve ancora una media di 14 chiamate indesiderate a settimana, nonostante strumenti come il Registro delle Opposizioni esistano da anni.
Il tema è stato al centro di un convegno tenutosi il 6 maggio scorso a Roma, nella sede di Confcommercio, per analizzare i profili normativi del nuovo Decreto Bollette e fare il punto su cosa funziona, cosa non funziona e cosa resta pericolosamente irrisolto. Ne hanno discusso ad Astrea Leonardo Papagni, presidente di Assocall, la Dott.ssa Morena Campana, funzionario del Dipartimento Reti Telematiche e Marketing del Garante della Privacy, e Gianluca Di Ascenzo, presidente Codacons.

Il Registro delle Opposizioni: scudo o lista della spesa?

Il Registro delle Opposizioni — lo strumento con cui i cittadini possono opporsi alle chiamate commerciali — continua a raccogliere segnalazioni nonostante sia attivo da anni. La Dott.ssa Campana ha però chiarito che il problema non è lo strumento in sé, ma la scarsa conoscenza delle sue regole di funzionamento.
Tre le variabili più ignorate: l’iscrizione e il rinnovo hanno efficacia solo dopo 15 giorni; i consensi prestati successivamente all’iscrizione restano validi; e molti cittadini non rinnovano l’iscrizione da anni, vanificandone l’effetto. “Riceviamo tantissime segnalazioni in cui gli interessati dichiarano di aver effettuato l’ultima iscrizione 3 o 4 anni prima”, ha spiegato Campana.
Sul fronte dell’illegalità, il quadro è diverso: chi opera fuori dalle regole — i cosiddetti “sottoscalisti”, call center che chiamano da numeri non ricontattabili — semplicemente ignora il registro. Come ha osservato Di Ascenzo, presidente Codacons: “chi rispettava le regole le rispettava anche prima, chi non le rispettava continuerà a fare quello che gli pare.”

Il nuovo Decreto Bollette tenta di invertire la logica: rendere illegale ogni chiamata commerciale salvo consenso esplicito del consumatore, spostando l’onere della prova sulle aziende. Un cambiamento di approccio significativo, ma che secondo gli esperti rischia di penalizzare chi già operava correttamente senza intaccare chi opera nell’illegalità.
Papagni ha inquadrato il problema in una prospettiva storica: “dopo 20-25 anni dall’inizio di questo settore siamo ancora a capire qual è la norma giusta.” Il codice di condotta — strumento di autoregolamentazione del settore — può orientare il mercato trasparente, ma “l’illegalità ha un altro meccanismo e servono altri strumenti.”

Un primo passo verso la tracciabilità

Una delle novità più concrete degli ultimi mesi è l’introduzione del filtro anti-spoofing da parte di AGCOM, che blocca le chiamate provenienti dall’estero con numerazioni falsificate. Prima di questo intervento, ha spiegato Papagni, anche le istruttorie del Garante si arenavano spesso perché “il numero era inesistente o non si riusciva a capire da dove era partita la chiamata.”
Oggi quella certezza esiste: ogni chiamata che arriva sul territorio nazionale può essere ricondotta al soggetto che l’ha instradata sulle reti italiane. Assocall sta sviluppando uno strumento strutturato di segnalazione per i consumatori che sfrutti questa nuova tracciabilità. “Questi filtri possono essere l’inizio di una strada di enforcement diversa”, ha dichiarato Papagni.

Sul prefisso unico identificativo per le chiamate commerciali — proposta in discussione da tempo — Papagni ha espresso una posizione articolata: la riconoscibilità di un numero è in linea di principio sinonimo di fiducia, ma il rischio è che i “sottoscalisti” si nascondano dietro numerazioni riconoscibili per rendersi ancora più credibili e le frodi più efficaci. “Il consumatore non ha paura di difendersi dal telefono. Ha bisogno semplicemente che un numero non nasconda un’identità che non è quella che si dichiara.

Come difendersi

La Dott.ssa Campana ha chiarito un punto spesso frainteso: presentare una segnalazione al Garante è utile anche quando il numero chiamante è falsificato. Ciò che conta è la qualità della segnalazione — descrizione dettagliata della condotta, modalità del contatto, eventuali interlocuzioni allegate. L’uso di numerazioni non identificabili è di per sé una violazione dell’articolo 130 del Codice Privacy e costituisce un elemento autonomamente sanzionabile.
Sul fronte dei call center esteri, Campana ha ricordato che delocalizzare un’attività non esime dai rispetto del GDPR: questi soggetti assumono il ruolo di responsabili del trattamento e i committenti italiani hanno l’obbligo — sanzionabile — di affidarsi solo a operatori con adeguate competenze in materia di privacy.