Putin svela le carte sulla fine della guerra e nomina il mediatore (che fa già discutere l’Europa)

Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, ha recentemente dichiarato che la guerra in Ucraina sta volgendo al termine e che presto si potrebbero aprire i colloqui con l’Unione Europea. Di più: Vladimir Putin ha chiarito che non gli spiacerebbe poter dialogare con Schröder. Si tratta naturalmente di una notizia da accogliere con il massimo giubilo, considerato il fatto che questa guerra ha già prodotto infiniti lutti sul fronte russo e soprattutto su quello ucraino.

Questa potenziale e auspicabilissima fine del conflitto rende doverose alcune considerazioni critiche e, come sempre, controvento.

La guerra finisce per volontà della Russia

Anzitutto non sfugga che, se la guerra finirà, ciò accadrà per volontà della Russia di Putin e non certo per il volere del guitto di Kiev, il malmostoso attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood.

Gli autoproclamati professionisti dell’informazione ci avevano garantito già nel marzo del 2022 che la Russia sarebbe crollata celermente e che avrebbe, nel volgere di poche settimane, issato bandiera bianca. La realtà dei fatti però si è incaricata di smentire questa narrazione mendace e principalmente propagandistica.

La vera natura del conflitto e la lezione geopolitica

Vi è poi un altro insegnamento che traiamo dalla tormentata vicenda bellica dell’Ucraina, insegnamento del quale speriamo faccia tesoro la civiltà a stelle e strisce, che questa guerra ha voluto e propiziato al fine di piegare la Russia in quanto stato disallineato e resistente al Washington Consensus.

L’ho detto e lo ridico: questa non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, è invece la guerra che l’Occidente a stelle e strisce ha mosso contro la Russia utilizzando l’Ucraina del guitto di Kiev come testa d’ariete e come instrumentum belli.

Ora, il fabula docet è che, proprio come la Cina, anche la Russia è uno stato sovrano sotto ogni profilo, non in ultimo sotto il profilo militare. Dunque la Russia non può essere ricondotta manu militari sotto il controllo della civiltà talassocratica del dollaro.

Senza esagerazioni, potremmo asserire che la guerra ucraina ha certificato il fatto che sta prendendo forma un mondo multipolare o poliarchico, che dir si voglia. Intendo dire un mondo disallineato rispetto a Washington e in grado di resistere alla sua volontà di potenza, nonché alla sua libido dominandi.

Non è dunque finita la storia, come credeva illusoriamente Fukuyama. E invece è finita una storia, quella del dominio monopolare del pianeta da parte della civiltà dell’hamburger.

RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro