Le tensioni internazionali sembrano allentarsi, almeno temporaneamente, dopo giorni di escalation verbale e militare. In un primo momento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva lanciato un avvertimento durissimo, arrivando a dichiarare: “Stanotte un’intera civiltà morirà”, alimentando timori di un conflitto su larga scala.
A sorpresa, però, è arrivata un’apertura diplomatica: Trump ha annunciato una tregua di due settimane, ponendo però una condizione chiara e strategica. Teheran dovrà riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico mondiale di petrolio. Dall’Iran è giunta una risposta positiva, segnale che lascia intravedere uno spiraglio per il dialogo.
Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha precisato che il cessate il fuoco non si estenderà al Libano, mantenendo alta la tensione su quel fronte. Dura, infine, la posizione della Russia, che ha commentato la svolta parlando di una sconfitta dell’approccio basato sull’attacco militare contro l’Iran.
Il quadro resta fragile e complesso, ma la tregua rappresenta, almeno per ora, un passo verso la de-escalation.










