Così ha parlato, con timbro oracolare, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l’attuale presidente della civiltà tallassocratica del dollaro: “Non consentiremo all’Iran di avere l’atomica”. Non è la prima volta, in vero, che Washington adopera questo logoro argomento al fine di giustificare le proprie nefande politiche imperialistiche ai danni dell’antica Persia, sempre camuffando le proprie aggressioni deplorevoli e nefande dietro lo schermo della tutela dell’ordine mondiale e dell’esporto della democrazia e dei diritti umani, poco importa se con bombe umanitarie, missili democratici ed embarghi terapeutici.
La giustificazione morale dell’imperialismo
Se vogliamo ammettere che il disarmo mondiale sia una giusta via da seguire, e siamo indubbiamente ben pronti a farlo, dobbiamo perciò stesso riconoscere, realisticamente, che i primi a doversi disarmare sono proprio loro, gli Stati Uniti d’America. Non fosse altro che per il fatto che di bombe atomiche sulla popolazione inerme essi ne hanno già sganciate due. Il Giappone piange ancora le sue vittime.
Ma sappiamo bene che Washington punta a ben altro. Vuole che tutti gli altri si disarmino in modo da rimanere essa soltanto la detentrice dell’arma atomica. Dalle vecchie pellicole western abbiamo altresì appreso tutti quanti che, quando ci si disarma, lo si fa tutti insieme, senza eccezioni.
Nel saloon polveroso ogni cowboy depone la pistola sul tavolo, anzitutto chi propone il disarmo, da che l’operazione può dirsi riuscita solo quando non vi sia più alcun cowboy con la pistola in mano. Non si capisce dunque davvero per quale bislacca ragione gli avversari di Washington dovrebbero disarmarsi lasciando alla civiltà del dollaro il monopolio dell’arma atomica. Tanto più che il possesso dell’arma atomica, inutile negarlo, rappresenta per gli stati disallineati una vera e propria assicurazione sulla vita, come dimostra ad esempio il caso emblematico della Corea del Nord.
Essa, in quanto armata fino ai denti, viene lasciata in pace dalla civiltà del dollaro. Il possesso dell’arma atomica, infatti, diventa sotto ogni riguardo un potente argomento di deterrenza contro le mire espansionistiche dell’imperialismo del leviatano a stelle e strisce e del suo usuale nefando preferire la ragione delle armi alle armi della ragione. Ecco, in estrema sintesi, perché è un puro non sequitur la proposta, anzi l’imposizione di Washington, secondo cui l’Iran non deve avere l’atomica, mentre Washington, essa soltanto, può averla e magari anche sganciarla, come già fatto.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










