I file Epstein continuano a dividere l’opinione pubblica, alimentando dibattiti accesi su Donald Trump e il suo legame con il finanziere condannato per reati sessuali. Da un lato, emergono teorie insistenti secondo cui Trump sarebbe stato vittima di un ricatto da parte del Mossad, l’intelligence israeliana. Epstein aveva stretti rapporti con figure vicine a Israele (come Ehud Barak e Ghislaine Maxwell, figlia di un presunto ex agente Mossad). Documenti rilasciati tra il 2025 e il 2026 includono email e contatti che rafforzano l’idea di un network di intelligence, portando alcuni a ipotizzare che Trump, per questo motivo, abbia assunto posizioni particolarmente favorevoli a Israele in politica estera, attaccando nelle ultime settimane l’Iran. Ricostruzioni negate con forza da fonti israeliane ufficiali, che definiscono le accuse infondate e prive di prove concrete.
Dall’altro lato, i documenti rivelano elementi che dipingono Trump in modo diverso. Già nel 2006, secondo interviste FBI con l’ex capo della polizia di Palm Beach, Trump avrebbe contattato le autorità esprimendo sollievo per l’indagine su Epstein, affermando che “tutti sapevano” del suo comportamento e definendo Ghislaine Maxwell “malvagia”.
Giorgio Bianchi, fotoreporter, ha chiesto l’opinione di Massimo Mazzucco in diretta a Un Giorno Speciale. Il regista si è sbilanciato nettamente verso una delle due ipotesi.










