Antisemitismo o censura? Il vero obiettivo del DDL

Adesso è passato, come era ampiamente prevedibile, il famigerato DDL antisemitismo, in forza del quale si tenta di mettere vergognosamente la mordacchia a chiunque osi criticare le politiche infami e genocidarie di Netanyahu, subito bollato appunto come antisemita.

Come anche un bambino di 10 anni può agevolmente intendere, l’obiettivo reale del DDL antisemitismo non è colpire l’antisemitismo, ma usare l’alibi della lotta contro l’antisemitismo per colpire chiunque critichi le politiche imperialistiche di Israele. Tutto è giocato, naturalmente e in modo niente affatto neutro, sulla voluta confusione tra antisemitismo e opposizione all’imperialismo di Israele. Si lascia insomma intendere che il secondo sia ricompreso nel primo e da esso indistinguibile.

Infatti il DDL non distingue tra le due determinazioni e non opera questa distinzione scientemente, proprio in vista della voluta squalificazione della critica delle politiche d’Israele in quanto tale. La verità è che si può benissimo essere contrari a ogni forma di antisemitismo e insieme radicalmente critici verso le politiche assassine di Netanyahu, che — lo ricordiamo per gli smemorati e per gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia — sta compiendo un vero e proprio infame genocidio contro il popolo di Gaza e, oltre a ciò, sta portando avanti una linea di deplorevole imperialismo congiuntamente con la civiltà del dollaro, segnatamente contro l’Iran, colpevole di non piegarsi alla globalizzazione a stelle e strisce, l’anglobalizzazione, e di figurare come fortilizio eroico di resistenza contro Netanyahu nel Medio Oriente.

Libertà di pensiero e libertas philosophandi

Capite benissimo che è del tutto assurdo equiparare l’antisemitismo alla critica di Israele, poiché – lo ripeto – si può, e a mio giudizio si deve, essere contro l’antisemitismo e insieme si può e si deve oggi essere contro le politiche genocidarie e assassine di Netanyahu.

Ci piace allora ricordarlo per l’ennesima volta sulle orme del grande e inascoltato Baruch Spinoza. In una libera repubblica democratica il diritto di pensare e dire liberamente – ciò che Spinoza chiamava libertas philosophandi – dovrebbe essere riconosciuto a tutti, ciò che invece oggi sta sempre più marcatamente venendo meno grazie all’operare niente affatto neutro di quel pensiero unico politicamente corretto che pretende di raggiungere l’inconfessabile obiettivo dell’igiene del pensiero in funzione della dominazione dell’ordine reale e simbolico dominante su tutto il fronte.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro