Roberto Vannacci ha ufficialmente depositato il marchio di “Futuro Nazionale” all’Ufficio brevetti europei, segnando la scissione dal Carroccio. Matteo Salvini ha tentato chiarimenti, ma tensioni interne (con Zaia che ne ha chiesto l’espulsione per posizioni, a dir suo, xenofobe) hanno accelerato il divorzio. Il partito mira a un sovranismo estremo, un’“AfD italiana”, con eventi senza simbolo leghista e comitati come “Mondo al Contrario”.
Un’indagine YouTrend del 3 febbraio 2026 colloca Futuro Nazionale al 4,2%, sopra la soglia di sbarramento del 3% (o 4% se alzata). Inutile ricordare che eroderà voti al centrodestra: Fratelli d’Italia -1,1%, Lega -0,9%, Forza Italia -0,2%; solo il 13,5% da indecisi/astenuti.
Il 41% dei consensi arriva dunque da FdI e Lega (22,9% da FdI, 18,3% da Lega), più 4,8% da FI e 32,5% da piccoli partiti. La fiducia in Vannacci è al 14% tra chi lo conosce, polarizzata a destra. Ma qualcuno crede che Vannacci possa ambire anche a molto di più.
Si tratta di Mario Adinolfi, presidente del popolo della famiglia che si propone come parte di un trumvirato che, a detta sua, farebbe la fortuna del generale nei sondaggi.
“In hoc signo vinces” scrive sui suoi social, annunciando un soggetto politico capace di “spaccare gli equilibri” e ambire al governo, su valori come “Dio, Patria e Famiglia”, ma con protagonista anche Fabrizio Corona.
Proprio l’ex paparazzo ha parlato in questi giorni dell’eventualità di una scesa in politica, non negando la fascinazione, ma sebbene uno stile di vita lontano dai dettami cristiani sia sempre stata la cifra dell’ideatore del format Falsissimo, per Adinolfi questo non sembra essere un problema: “Se pensiamo che Donald Trump sta facendo gli interessi della cristianità, non vedo perché non possa essere lo stesso in Italia. I cattolici critici si tengano Roccella & Co.”
I social hanno risposto con ironia sul “triumvirato ridicolo”, ma anche con sostegno da fan per un progetto anti-sistema. Vannacci cerca alleati tra ex leghisti, influencer e figure come Adinolfi o Cicalone, ma non ha confermato l’asse. Adinolfi insiste sulla fattibilità, legandola alle critiche di Corona a MeToo e Mediaset.
Nel video l’intervista di Alessio De Paolis e Francesca Pierri a Lavori in Corso.











