VIDEO | Trump incendia il congresso su dazi e immigrati clandestini: “Vergognatevi!”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto al Congresso il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia: quasi due ore di intervento, tra autocelebrazioni, attacchi ai Democratici, difesa dei dazi e un duro affondo contro l’immigrazione irregolare.

Trump ha aperto con toni trionfalistici: «Gli Stati Uniti sono tornati: più grandi, più ricchi e più forti di sempre». Ha parlato di economia «più ruggente che mai» e di nemici «spaventati». Ma al centro del suo racconto c’è soprattutto la protezione dei confini. Secondo il Tycoon, il suo governo avrebbe ristabilito l’ordine fermando l’immigrazione illegale e rafforzando la sicurezza nazionale.

Un messaggio chiaro: prima gli americani, poi tutto il resto.

Dazi bocciati dalla Corte Suprema, Trump: “Una sentenza molto infelice”

Uno dei passaggi più delicati riguardava la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegittima una parte consistente dei dazi imposti dall’amministrazione. Trump ha liquidato la questione definendo la decisione «una sentenza infelice», evitando però lo scontro diretto. In passato aveva usato parole molto più dure, arrivando a parlare di «disgrazia».

La posta in gioco è enorme: il governo potrebbe dover rimborsare alle aziende centinaia di miliardi di dollari pagati in tariffe. Nonostante la battuta d’arresto, Trump ha ribadito che i dazi restano uno strumento fondamentale, sostenendo che abbiano costretto Paesi come Messico e Canada a trattare alle condizioni americane. Il messaggio è stato netto: la guerra commerciale non è finita.

“I dazi rendono felici tutti”

Nonostante la sentenza contraria, Trump ha insistito: i dazi, secondo lui, sono efficaci e legittimi. Ha affermato che molti Paesi sarebbero «felici» degli accordi raggiunti dopo le sue minacce tariffarie. In realtà, la sua politica commerciale ha creato tensioni anche con alleati storici. Ma nel discorso l’idea dominante è stata un’altra: le tariffe come arma di pressione per difendere industria e lavoratori americani.

Trump, scontro aperto con i Democratici sul tema migranti e le accuse di brogli elettorali: “Dovreste vergognarvi”

Il momento più teso è arrivato quando Trump ha chiesto ai parlamentari di alzarsi in piedi per affermare che «il primo compito del governo è proteggere i cittadini americani, non gli immigrati illegali».

Molti Democratici sono rimasti seduti. La replica del presidente è stata durissima: «Dovreste vergognarvi». Qui si è concentrato il cuore politico del discorso: l’idea che l’immigrazione irregolare sia una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli americani. Trump ha difeso le operazioni della Border Patrol, nonostante le polemiche per i metodi considerati aggressivi e discriminatori.

Nel finale, Trump ha riproposto senza prove la teoria dei brogli elettorali, accusando i Democratici di vincere solo perché «imbrogliano». Ha chiesto al Congresso di approvare la legge “Save America”, che secondo i critici renderebbe più difficile votare. Infatti, qualora entrasse in vigore, ai cittadini sarebbe richiesta, al momento della registrazione nelle liste elettorali, una prova della loro cittadinanza attraverso un documento che la attesti o che dimostri la nascita sul suolo statunitense.

Negli Stati Uniti, infatti, non esiste un documento di riconoscimento simile alla carta di identità italiana. I documenti più comuni per certificare il proprio status di cittadino sono il passaporto, non posseduto, però, da circa metà della popolazione, e il certificato di nascita, a cui molti non hanno accesso diretto. Non si potrebbe utilizzare, invece, la patente di guida, perché di solito queste non indicano la cittadinanza.

Ancora una volta, il filo conduttore è stato lo stesso: protezione, controllo, chiusura — dai confini alle urne.