Una notizia clamorosa scuote l’intera città di Roma: Claudio Ranieri ha confermato l’ipotesi di un possibile ritorno di Francesco Totti all’interno del club giallorosso: «So che i Friedkin stanno valutando questa possibilità. Spero davvero che Francesco possa rappresentare una risorsa concreta per la Roma, anche perché lui incarna l’anima stessa del club», ha spiegato il consulente della proprietà intervenendo ai microfoni di Sky.
Da tempo le parti sono in contatto e in questa fase è in corso un’attenta valutazione preliminare: si sta cercando di definire ruolo e margini di autonomia che potrebbero essere affidati al Pupone. Un aspetto tutt’altro che semplice, considerando che la precedente esperienza dirigenziale di Totti in giallorosso si era interrotta proprio a causa di divergenze legate a competenze e responsabilità.
TOTTI E LA ROMA, LA PRIMA AVVENTURA DA DIRIGENTE
Dopo aver detto addio al calcio giocato nel maggio 2017, Francesco Totti entrò immediatamente a far parte della dirigenza della Roma, assumendo inizialmente il ruolo di collaboratore dell’area tecnica. Una decisione fortemente voluta dalla società, allora guidata dalla proprietà di James Pallotta, con l’obiettivo di trattenere l’ex capitano all’interno del club come figura rappresentativa e di supporto.
Fin dai primi mesi, però, la posizione si rivelò poco chiara: lo stesso Totti ammise in più occasioni di non disporre di reali poteri decisionali e di percepirsi spesso come marginale nei processi strategici della società.
In diretta su Radio Radio – Lo Sport, Enrico Camelio ha commentato il possibile ritorno del Capitano: “Totti? Se sei un bravo calciatore non è detto che diventi un buon dirigente. Già all’epoca si è impegnato poco, richiamarlo per la Roma sarebbe un errore!“. Poi, l’indiscrezione clamorosa: “Conte? E’ stata una sua scelta…”
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