Nemmeno la recente presentazione del progetto del nuovo stadio, occasione nella quale Claudio Lotito ha ribadito con fermezza la propria intenzione di restare alla guida del club, sembra essere bastata a placare le contestazioni nei confronti del patron della Lazio.
Un evento pensato per illustrare ambizioni e prospettive future della società si è così trasformato nell’ennesimo capitolo di un confronto ormai aperto tra la proprietà e una parte significativa della tifoseria.
La tensione, infatti, resta alta. Nella giornata di oggi i tifosi della Curva Nord hanno diffuso un comunicato ufficiale con cui annunciano l’estensione della protesta: lo stadio continuerà a rimanere a lungo privo del loro sostegno, con l’intenzione di proseguire nella linea già intrapresa nelle scorse settimane. Una presa di posizione netta, che conferma come la frattura non sia stata ricomposta neppure davanti alla presentazione di un progetto infrastrutturale ritenuto strategico per il futuro del club.
La contestazione si inserisce in un clima di crescente malcontento, alimentato da divergenze sulla gestione sportiva e societaria. L’assenza organizzata della parte più calda del tifo rappresenta un segnale forte, capace di incidere non solo sull’atmosfera sugli spalti, ma anche sul rendimento della squadra in campo.
Lazio, Agresti contro i tifosi: “Cosa vogliono da Lotito? Vorrei vedere loro al posto suo!”
Intervenuto ai microfoni di Radio Radio Lo Sport, il giornalista Stefano Agresti ha espresso parole particolarmente dure nei confronti della scelta dei sostenitori biancocelesti. “Ma cosa pretendono!? Vogliono che Lotito venda il club a tutti i costi, ma vorrei vedere loro al posto suo! Qualsiasi cosa faccia ha comunque torto. Una situazione inammissibile“, ha dichiarato, sottolineando come, a suo avviso, la protesta rischi di trasformarsi in un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della proprietà.
Le parole di Agresti contribuiscono ad alimentare un confronto che appare destinato a proseguire. Da una parte la volontà della società di portare avanti i propri programmi, dall’altra la determinazione della Curva Nord nel chiedere un cambiamento. Nel mezzo, una squadra chiamata a isolarsi dal rumore esterno e a concentrarsi esclusivamente sugli obiettivi stagionali, in un contesto ambientale tutt’altro che sereno.









